Tirapani Mario, da Giovanni ed Enrica Quattrosoldi, nato il 21 ottobre 1900 a Imola (BO), lì residente. 2a elementare. Bracciante.
Schedato nel Casellario Politico Centrale come comunista tra il 1930 e il 1942.
Il Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia riporta le seguenti note.
Iscritto al PCI. Prestò servizio militare in fanteria dal 7 marzo 1918 al 10 novembre 1921. Nel 1922 emigrò in Belgio e tornò nel 1928 quando venne espulso per la sua attività politica. Il 3 dicembre 1930 fu arrestato, con altri 88 militanti antifascisti imolesi tra i quali il fratello Luigi, e deferito al Tribunale speciale per «associazione e propaganda sovversiva, detenzione di armi». Il 25 giugno 1931 venne condannato a 5 anni e 15 giorni di vigilanza speciale. Il 21 dicembre 1931 si rifiutò di firmare la domanda di grazia inoltrata dai genitori. Scontò parte della pena a Padova e Napoli e tornò in libertà il 5 dicembre 1932 a seguito della concessione dellʼamnistia per il decennale fascista.
Durante la lotta di liberazione militò nel battaglione Pianura della brigata SAP Imola e operò nellʼImolese. Restò ferito il 14 settembre 1944.
È catturato il 9 ottobre 1944 nella frazione di Sesto Imolese di Imola (BO) nel corso di un vasto rastrellamento tedesco che dalle 6 del mattino muovendo dalle località di Balia, Bettola e Sterlina passando di casa in casa prelevò tutti gli uomini. Concentrati inizialmente in piazza, dove i più anziani vennero rimandati a casa, i rastrellati furono inviati in un centinaio a Medicina (BO) per essere oggetto di ulteriore selezione. Anche per effetto dell'intervento di un reggente del Fascio infiltrato dalla Resistenza circa la metà fu rilasciata, mentre gli altri, oltre una cinquantina, vennero avviati al campo di Fossoli di Carpi, gestito dall'agosto 1944 come Sammellager del GBA, l'organizzazione per il servizio del lavoro tedesco.
Dopo una tappa a Peschiera è inviato nel Reich, insieme ai compagni imolesi, bolognesi e altri italiani (tra i quali in particolare i numerosi rastrellati provenienti da Castelnovo ne' Monti, nel Reggiano) per essere impiegato come lavoratore coatto, raggiungendo prima la città di Erfurt, poi Kahla, in Turingia. Qui la manodopera di molte migliaia di lavoratori fu sfruttata in condizioni estreme e al costo di una altissima mortalità ai fini della costruzione dei nuovi caccia a reazione Me-262.
Mario Tirapani ebbe la fortuna di riuscire a sopravvivere fino al 14 aprile 1945, data dell'arrivo dell'Armata americana a Kahla, dove egli rimase poi in attesa di rimpatrio fino al settembre, raggiungendo la propria famiglia il 13 di quel mese.
FONTI A STAMPA E ARCHIVISTICHE:
– Orazi, La deportazione nel Terzo Reich dall'archivio dell'Aned imolese
– CIDRA, archivio ANED Imola
– Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

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