GIUSTI ELISA
Familiari coinvolti:
Giusti Elisa, da Giuseppe e Rosina Brunetti, nata il 26 novembre 1889 a Castiglione dei Pepoli (BO). Casalinga. Il 3 marzo 1911 si sposa con Luigi Mattei, con il quale avrà cinque figli.
Anche per sfuggire alla persecuzione dovuta ai loro sentimenti antifascisti il 21 aprile 1936 lʼintera famiglia si trasfersce in Francia, stabilendosi ad Aunay-sous-Lens, in Rue Darmes, nel dipartimento del Passo di Calais. Qui continuano a svolgere attività antifascista, accentuatasi dopo lʼoccupazione della Francia da parte dei tedeschi. In particolare il figlio Giuseppe, nato a Castiglione dei Pepoli il 4 febbraio 1924, nonostante la giovane età diventa ben presto una figura di primo piano nel movimento di resistenza locale, quale capo della Organisation spéciale (OS) e della gioventù comunista, entrando in clandestinità e partecipando a numerosi atti di sabotaggio ed attacchi armati a sedi tedesche.
Proprio a causa delle attività partigiane condotte dal figlio (che nel gennaio 1943 sarà condannato a morte in contumacia), il 6 maggio 1942 il 6 maggio 1942 Elisa Giusti e il marito sono arrestati e considerati come ostaggi. Giuseppe invece, dopo la cattura avvenuta a Chartres il 7 aprile 1944, morirà nella prigione locale il giorno 23 dello stesso mese, suicida dopo continue percosse e torture, consapevole della imminente fucilazione (*).
Secondo le fonti francesi (**), la detenzione di Elisa e del marito porta dapprima entrambi nella prigione della Wehrmacht di Bruxelles (in date diverse), poichè il dipartimento Passo di Calais era stato accorpato al Belgio ai fini della amministrazione tedesca. Qui i percorsi dei coniugi sembrano separarsi.
Dopo Bruxelles Luigi prosegue la detenzione nelle prigioni di Lovanio e del famigerato forte di Huy, poi è deportato nei Paesi Bassi, nel campo di concentramento di Herzogenbusch (noto anche come Kamp Vught), dal 22 ottobre 1943 al 19 maggio 1944.
Elisa Giusti invece dopo la detenzione a Bruxelles è deportata nel lager SS femminile di Ravensbrueck, dove è registrata il 20 febbraio 1943 con il nominativo storpiato di Muttei Elisa nata Cuiste, con la matricola 17069 e la categoria di Politica francese.
Sarà uccisa nella camera a gas del campo il 3 marzo 1945.
Alla vigilia del Natale 1942 aveva scritto ai familiari: «Mi faccio coraggio, pensate a voi, fate del vostro meglio per fare dʼacconto della mia bimba Giorgetta. Abbiate pazienza e custodite la nipotina Daniela. Vi saluto tutti; vi bacio e abbraccio con tanto affetto. La vostra mamma, che vi pensa giorno e notte, vi augura una buona fine e un buon principio dʼanno».
NOTE:
(*) Una biografia di Giuseppe Mattei che tenta di mettere a fuoco anche alcuni elementi controversi sul suo decesso in prigione è disponibile nel sito della associazione CEDREL - Centre d'Etudes et de Documentation sul la Resistance en Eure et Loir: https://association-cedrel.fr/mattei-joseph-giuseppe/
(**) Vedi in particolare Fondation pour la Memoire de la Deportation, secondo cui il trasporto verso la prigione tedesca di Bruxelles in cui era Luigi Mattei sarebbe partito il 10 ottobre 1942, quello della moglie il 28 dicembre 1942.
FONTI A STAMPA E ARCHIVISTICHE:
– Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia, ad nomen
– Fondation pour la Memoire de la Deportation; Le departs pour Bruxelles (St-Gilles) en Decembre 1942 (I.71.)
http://www.bddm.org/liv/details.php?id=I.71.
– ITS Digital Archive, Arolsen Archives:
1.1.35.1, 2147001. Elenco documentazione Ravensbrück / Rapporti dettagliati sui cambiamenti del CC Ravensbrück (donne) (1942-1945) - 12/02/1942 - 02/25/1943.
https://collections.arolsen-archives.org/en/document/3765074

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