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INTERNATO A FOSSOLI

GADANI ATTILIO

Nato il 15 aprile 1888 a Castello d'Argile (BO)
Residente a Castello d'Argile (BO)
Arrestato il 25 aprile 1944 a Castello d'Argile (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna
Internato a Fossoli
È sopravvissuto
nessun numero assegnato

Gadani Attilio, «Tito», da Natale e Guglielmina Accorsi, nato il 25 aprile 1888 Castello d'Argile (BO); lì residente. 3a elementare. Colono.

Il Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia riporta le seguenti note.

Iscritto al PSI. Fu il tipico rappresentante di una particolare categoria oggi scomparsa: il capo lega contadino. Lottò tutta la vita per la sua classe e fu ucciso perché non si piegò alla violenza di quella antagonista, contro la quale si battè sempre con le armi della democrazia. Entrato giovanissimo nel PSI, divenne prima attivista sindacale poi capo lega e nel 1920, a livello comunale, fu uno dei massimi dirigenti della lotta agraria conclusasi con il concordato Paglia-Calda, che rappresentò una grande vittoria politico sindacale per braccianti e contadini. Il 31 marzo 1921 fu arrestato, per la sua partecipazione alla lotta agraria, e condannato, con altri capo lega, a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Nello stesso anno, dopo le dimissioni del sindaco Attilio Ferrari, assunse le funzioni di sindaco di Castello d'Argile. Eletto sindaco il 1 luglio 1922, fu costretto dai fascisti, dopo poche settimane, a dare le dimissioni, unitamente all'intero consiglio comunale. Il 19 febbraio 1922 due fascisti lo ferirono gravemente a colpi di rivoltella nei pressi di casa. Disse che a sparare erano stati Marino Baraldi e Alberto Biondi di Pieve di Cento, dai quali era già stato bastonato qualche tempo prima. Si riprese dopo una lunga degenza. Il 23 agosto 1922, mentre si apprestava ad entrare in una banca di Bologna, fu aggredito e bastonato dai fascisti. Il 10 aprile 1931, durante una perquisizione nella sua abitazione, venne trovata una copia dell’”Avanti!” stampato a Parigi. Fu arrestato ed ebbe 3 anni di ammonizione. Nello stesso anno fu schedato.Il 6 aprile 1936 venne fermato e ammonito perché aveva criticato pubblicamente la raccolta delle fedi nuziali promossa dal regime per finanziare la guerra in Africa. Dal 22 al 25 ottobre 1936 fu fermato in occasione della visita a Bologna di una «Altissima Personalità».Il 28 agosto 1941 fu nuovamente arrestato e assegnato al confino per 3 anni per «propaganda antifascista». Parte della pena gli fu condonata e riebbe la libertà il 4 novembre 1942.

Durante la lotta di liberazione militò nella 2a brigata Garibaldi «Paolo» e operò nella zona di Castello d'Argile e poi nella 1a brigata Garibaldi «Irma Bandiera». Divenne uno dei dirigenti socialisti della bassa bolognese. Sarà arrestato due volte già nell'inverno 1943-1944: risulta incarcerato a Bologna dal 29 al 31 dicembre 1943 e ancora dal 3 al 7 gennaio 1944, sempre ad opera di autorità di polizia italiane.

È infine arrestato il 25 aprile 1944 a Castello d'Argile; il 26 è registrato in ingresso per ordine dei Carabinieri al carcere bolognese di San Giovanni in Monte, con matricola 10538, a disposizione della Questura - Ufficio politico. Insieme a lui è incarcerato anche Gadani Amedeo, che seguirà la medesima vicenda di detenzione.

Vi rimane fino al 29 aprile successivo, quando risulta affidato ad agenti di P.S. per "essere tradotto altrove", ovvero al campo di concentramento di Fossoli, dove con ogni probabilità sarà internato nel settore ancora riservato alla autorità di polizia italiana.

Sarà rimesso in libertà il 17 luglio 1944, forse proprio in concomitanza alla chiusura del reparto italiano del campo carpigiano, avvenuta il 15 luglio.

Tornato a casa, la sera del 25 luglio 1944 venne prelevato nella sua abitazione da tre fascisti. Il 28 luglio 1944 il suo cadavere fu trovato orrendamente mutilato in località Venezzano (Castello d'Argile).

È stato riconosciuto partigiano dalla apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dal 19 dicembre 1943 al 25 luglio 1944.

Il suo nome fu dato ad un battaglione della brigata Matteotti Città.


FONTI A STAMPA E ARCHIVISTICHE:

– Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

– Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

Rif: INTERNATO A FOSSOLI-2466



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