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LAVORATORE COATTO

BARTOLI BRUNO

Nato il 16 agosto 1905 a Imola (BO)
Residente a Imola (BO)
Catturato il 14 ottobre 1944 a Imola (BO)
Luoghi di detenzione: campo OT di Gambulaga, campo GBA di Fossoli, Verona, Innsbruck, Berlino
Luoghi di lavoro nel Reich: Kirchmoeser
È sopravvissuto

Familiari coinvolti: BARTOLI LUIGI
nessun numero assegnato

Bartoli Bruno, di Domenico, nato il 16 agosto 1905 a Imola (BO).

È catturato insieme al fratello Luigi il 14 ottobre 1944 a Imola nel corso di un grande rastrellamento tedesco che investì numerose strade e rifugi della città portando al fermo di molte centinaia di persone, parte delle quali fu concentrata nei cortili della fabbrica Cogne, dove alcuni giorni prima i lavoratori avevano protestato contro l'invio dei macchinari in Germania.

Dalla Cogne la notte stessa è trasferito con gli altri imolesi catturati in un luogo di raccolta dell'Organizzazione Todt situato a Gambulaga di Portomaggiore (FE). Inviato il 17 ottobre 1944 in torpedone con i compagni imolesi e altri rastrellati al campo di Fossoli di Carpi, dall'agosto divenuto Sammellager (campo di smistamento) per il GBA, il servizio del lavoro tedesco, vi rimane un paio di giorni.

In torpedone è trasferito a Verona, dove rimane alcuni giorni, poi viene caricato su un vagone ferroviario che, dopo una sosta a Innsbruck, lo porterà a Berlino, dove rimane due giorni in un campo di transito situato nella periferia della capitale, il Durchgangslager di Wilhelmshagen. Qui il gruppo viene smistato verso varie destinazioni, sia nell'area berlinese e brandenburghese che in altre regioni.

Bruno Bartoli è destinato al luogo di lavoro a Kirchmoeser, nel Brandeburgo, impiegato dal 3 novembre 1944 in una fabbrica di carri armati, la Brandenburger Eisenwerke GmbH, «nella quale si lavorava per 12 ore consecutive - secondo una memoria di un compagno imolese, Mario Cavazza (*) - con un vitto consistente in un litro e mezzo di zuppa e verdura al giorno e si alloggiava in baracche antigieniche e per mancanza di riscaldamento si dormiva vestiti».

Dopo la liberazione, avvenuta il 29 aprile 1945 in concomitanza all'arrivo dell'Armata rossa, è trasferito con altri compagni imolesi in vari campi di raccolta nei dintorni di Berlino utilizzati per gli ex-prigionieri e lavoratori stranieri da rimpatriare, giungendo nell'ordine a Dessow, Neuruppin, Furstenwalde/Spree e Kolpin.

Rientrerà in Italia verso metà del settembre 1945.

NOTE:

(*) Nota biografica e cronologia sintetica del periodo trascorso in Germania da Mario Cavazza; dattiloscritto senza data, in fascicolo Mario Cavazza, archivio ANED Imola presso CIDRA, Imola.


FONTI A STAMPA E ARCHIVISTICHE:

– CIDRA, archivio ANED Imola

– Orazi, La deportazione nel Terzo Reich dall'archivio dell'Aned imolese

– Ferrari e Orazi, Da Imola al lavoro per il Terzo Reich


Rif: LAVORATORE COATTO-3019



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