BACK
DEPORTATO POLITICO

STANGHELLINI ATHOS

Nato il 9 gennaio 1925 a Castello d'Argile (BO)
Residente a San Giorgio di Piano (BO)
Arrestato il 6 dicembre 1944 a San Giorgio di Piano (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna, campo di Bolzano
Deportato a Mauthausen l'8 gennaio 1945
Non è sopravvissuto alla deportazione

Familiari coinvolti: STANGHELLINI ADELIO
nessun numero assegnato

Stanghellini Athos, da Adelio e Mafalda Pancaldi, nato il 9 gennaio 1925 a Castello d'Argile (BO); residente a San Giorgio di Piano (BO) in via Pradelli n. 23. Coniugato con Colomba Bentivoglio, padre di un figlio.

Militò nel battaglione «Tampellini» della 2a brigata Garibaldi «Paolo», operando a San Giorgio di Piano.

Arrestato con il padre Adelio a San Giorgio di Piano, è incarcerato a San Giovanni in Monte dal 6 dicembre 1944 per ordine del «comando tedesco Anders», poi a disposizione del «comando SS», ovvero della Gestapo.

Il 22 dicembre 1944 è aggregato al trasporto di 100 detenuti verso il campo di concentramento e transito di Bolzano-Gries, dove rimarrà fino all'8 gennaio 1945, data di partenza del convoglio che deporterà a Mauthausen 483 internati, tra i quali 84 del gruppo proveniente da Bologna.

All'arrivo nel lager austriaco, l'11 gennaio 1945, riceve la matricola 115735 ed è classificato come Schutzhaeftlinge (detenuto per motivi di sicurezza, equivalente a detenuto politico, con triangolo rosso); mestiere dichiarato: facchino.

Dopo la quarantena, il giorno 1 febbraio 1945 viene trasferito nel sottocampo di Gusen II, assegnato al B.A. III (Betriebs-Abteilung III), denominazione per le  linee di produzione aeronautiche per il caccia a reazione Me 262 della Messerschmitt, allestite nel sistema di gallerie scavate dai detenuti a St. Georgen, in codice «Bergkristall».

Troverà la morte nel successivo aprile. Il padre, che si era fatto ricoverare in infermeria per stare accanto al figlio ammalato, ha così descritto i suoi ultimi giorni:

 «Restammo due o tre giorni assieme poi, una notte, un guardiano lo venne a chiamare. Io ero preoccupato, sapendo il posto in cui mi trovavo e vedendo che il tempo passava e mio figlio non si vedeva tornare. Verso mattina vidi un'ombra avvicinarsi brancolando, mi feci avanti e vidi che era Athos: aveva il collo più grosso della testa, il viso tutto sformato. Io ne fui sconvolto (e questa impressione mi rimarrà per tutta la vita). Con gran fatica riuscì a spiegarmi che quando fu chiamato si sentì arrivare una forte bastonata dietro alla nuca, svenne, si svegliò al mattino, nudo, in mezzo a una distesa di cadaveri, si rialzò e carponi tornò di nascosto in baracca. Passò il giorno e quando arrivammo a sera di nuovo lo chiamarono e mai più lo rividi».

Secondo il certificato di morte compilato in lager il decesso avvenne il 26 aprile 1945 alle ore 5,00 per insufficienza cardiaca.

Riconosciuto partigiano dalla apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dal 25 agosto 1944 alla Liberazione.

È ricordato nel Sacrario della piazza di San Giorgio di Piano.

È ricordato nel Sacrario di piazza Nettuno a Bologna.


FONTI PRINCIPALI:

- Mantelli-Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol. I

- Mauthausen, schede dei prigionieri

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte


Rif: DEPORTATO POLITICO-2273



Informativa sui Cookie | Cookie Policy