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FUCILATO IN PIAZZA

GOLINELLI CESARE

Nato il 6 maggio 1889 a Molinella (BO)
Residente a Molinella (BO)
Arrestato il 16 agosto 1944 a Marmorta di Molinella (BO)
Luoghi di detenzione: caserma di Bologna
Fucilato il 18 agosto 1944 in Piazza VIII agosto
nessun numero assegnato

Golinelli Cesare, da Giacomo Giovanni e Giuseppina Zagni; nato il 6 maggio 1889 a Molinella (BO); lì residente. Bracciante.

Già guardia rossa del dirigente socialista Giuseppe Massarenti quando questi fu sindaco di Molinella, nel corso della lotta di liberazione militò nella 5a brigata Matteotti «Bonvicini».

Il 18 agosto 1944 a Bologna, in via San Vitale (oggi via Massarenti), nei pressi dell'Ospedale Sant’Orsola, alcuni partigiani travestiti con divise della GNR attaccarono l'auto in cui viaggiava il tenente colonnello Mario Rosmino, vice comandante provinciale della GNR, ferendolo insieme ad altri due militi che lo accompagnavano.  La sera stessa un gruppo di sette uomini rastrellati alcuni giorni prima a Marmorta di Medicina, alcuni dei quali militanti o simpatizzanti della 5a brigata Matteotti «Bonvicini», furono scelti come vittime per porre in atto una immediata rappresaglia e prelevati dalla caserma della brigata nera di via Magarotti, dove si trovavano detenuti, e trascinati in piazza VIII Agosto per essere fucilati da un plotone di esecuzione comandato dal maggiore della GNR Anselmo Raspadori.

Oltre a Cesare Golinelli, le vittime designate furono Desildo Bagni, Anselmo Capellari, Alfredo Cocchi, Gallo Corazza, Guerrino e Olindo Zucchini.

Nel 1946 la moglie moglie di Desido Bagni, Cordelia Bonora, rilascerà ai carabinieri della stazione di Marmorta la seguente testimonianza (*):

«Si sono presentati a casa mia [il 16 agosto] tre delle brigate nere, armati di mitra. Prelevarono mio marito senza far parola, lo portarono al presidio della G.N.R. di Molinella, col pretesto che doveva essere interrogato. La mattina dopo andai al presidio, ma mi dissero che mio marito doveva ancora essere interrogato. Al pomeriggio lo portarono a Bologna insieme ad altri sette alla caserma "Bernini". Il giorno dopo mi recai a Bologna ma non fu possibile vederlo. Il 16 agosto [ma la data è evidentemente errata, forse è il 19] andai di nuovo con la certezza di vederlo e che potesse venire via con me, ma mi dissero che non c' era più, che l' avevano portato in Germania. I parenti di Bologna già sapevano; l' avevano fucilato insieme ad altri sei dopo averlo bendato e con un cartello: Assassini sabotatori».

Nel rapporto "mattinale" del 19 agosto del comando provinciale della GNR al capo della provincia (**), dopo aver informato dell'avvenuto attentato il 18 agosto alle ore 12 ai danni del tenente colonnello Rosmino, informava che «In operazione di rastrellamento eseguita in detta zona nel pomeriggio dello stesso giorno venivano fermati 12 individui sui quali sono in corso indagini», per aggiungere subito dopo: «Il 18 corrente ore 23, in Bologna nei pressi della Montagnola, nucleo della Brigata Nera di Bologna, ha proceduto alla esecuzione sommaria di sette individui sabotatori».

Notizia della esecuzione apparirà sul quotidiano "Il Resto del Carlino" del 20 agosto in un articolo che dopo aver descritto l'attentato e il ferimento di Rosmino concludeva: «A seguito dell'attentato, sono stati fucilati sette individui, confessi di omicidio e di atti di sabotaggio»

Cesare Golinelli è stato riconosciuto partigiano dall'apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dal 10 maggio 1944 al 18 agosto 1944.

NOTE:

(*) Il brano riprodotto è contenuto nell'articolo di Luigi Spezia, Quei sette civili fucilati e rimossi, sul quotidiano "La Repubblica" del 5 ottobre 2004.

(**) ACS, Gnr, Archivio generale, busta 6, Guardia Nazionale Repubblicana - Comando Provinciale di Bologna, mattinale del 19 agosto 1944.


FONTI PRINCIPALI:

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

 

Rif: FUCILATO IN PIAZZA-4357



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