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LAVORATORE COATTO

MONTEFIORI ARMANDO

Nato il 19 aprile 1927 a Casola Valsenio (RA)
Catturato il 31 maggio 1944 a Castel del Rio (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Prato, Fossoli, Mauthausen
Luoghi di lavoro nel Reich: St. Valentin
È sopravvissuto
nessun numero assegnato

Montefiori Armando, di Basilio, nato il 19 aprile 1927 a Casola Valsenio (RA). Celibe. Operaio.

E' catturato, insieme ad alcune decine di giovani di Castel del Rio, nell'ambito di una operazione organizzata da tedeschi ed esponenti fascisti locali al fine di rastrellare gli uomini delle classi comprese tra il 1914 e il 1917. Un ordine del comando militare germanico datato 29 maggio 1944 a firma del podestà invitava a presentarsi il giorno 31 con i rispettivi documenti militari alla locale casa del fascio per chiarimenti, ma si trattava di un tranello. Una volta presentatisi gli uomini sono trattenuti con la forza nei locali, poi trasferiti al comando tedesco presso Palazzo Alidosi, da dove alle 4 del mattino dell'1 giugno in quarantasette sono inviati dentro quattro camion a Prato, per essere detenuti nel castello, dove già erano stati fatti affluire altri giovani catturati in operazioni analoghe avvenute quasi contemporaneamente in vari paesi dell'Appennino tosco-emiliano orientale.

Dopo inutili interventi di famigliari e sacerdoti il 12 giugno sono trasferiti al campo di transito della polizia tedesca di Fossoli di carpi, dove rimarranno, la maggior parte per pochi giorni, altri fino alla fine di luglio, prima di essere inviati nel Reich.

Armando Montefiori è inviato a Mauthausen insieme ad un grosso contingente di prigionieri politici, giungendovi il 24 giugno 1944.

Nel lager austriaco non sarà tuttavia internato in via definitiva, ma sarà dopo un breve periodo rilasciato per essere utilizzato dal 4 luglio come lavoratore coatto a St. Valentin, del distretto di Amstetten, nella fabbrica di carri armati Nibelungenwerk, alloggiato nel Gemeinschaftslager I "Herzograd", poi a Klein Erlauf.

Nell'ottobre 1944 è trasferito verso il confine ungherese, a Deutsch Goritz, a scavare trincee, fino al marzo 1945, quando rientra nel campo precedente, rimanendovi fino al giungere delle truppe americane, all'inizio del mese di maggio, e in seguito in attesa del rientro in Italia. Dopo alcuni giorni di viaggio, rivedrà la famiglia l'8 giugno 1945.


FONTI PRINCIPALI:

- Orazi, La deportazione nel Terzo Reich dall'archivio dell'Aned imolese

- CIDRA, archivio ANED Imola

ALTRE FONTI:

- Lorenzo Raspanti, Castel del Rio 1944: storia di una deportazione in massa, in Pagine di vita e storia imolesi, Edizioni Cars, Imola 1990

 

 

Rif: LAVORATORE COATTO-3130



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