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LAVORATORE COATTO

CAVAZZA MARIO

Nato il 13 aprile 1890 a Bologna (BO)
Residente a Imola (BO)
Catturato il 14 ottobre 1944 a Imola (BO)
Luoghi di detenzione: Gambulaga di Portomaggiore (FE), campo GBA di Fossoli, Verona, Innsbruck, Berlino
Luoghi di lavoro nel Reich: Kirchmoeser
È sopravvissuto
nessun numero assegnato

Cavazza Mario, da Luigi e Maria Rossi, nato il 13 aprile 1890 a Bologna; residente a Imola (BO) in via Giudei 22. Bilanciaio.

Il Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia riporta le seguenti note.

Iscritto al PSI. Fu arrestato il 23 novembre 1920 perché accusato dalla polizia di avere preso parte alla sparatoria che si era tenuta nella sala del consiglio comunale di Bologna il 21 novembre 1920 in occasione dellʼinsediamento della seconda amministrazione socialista, quando i fascisti assalirono Palazzo dʼAccursio provocando una strage. Il 9 dicembre 1920 venne prosciolto in istruttoria per non avere commesso il fatto e scarcerato.

E' catturato il 14 ottobre 1944 a Imola nel corso di un grande rastrellamento tedesco che investì numerose strade e rifugi della città portando al fermo di molte centinaia di persone, parte delle quali fu concentrata nei cortili della fabbrica Cogne, dove alcuni giorni prima i lavoratori avevano protestato contro l'invio dei macchinari in Germania.

Secondo una nota biografica redatta dopo il periodo bellico (*), dalla Cogne la notte stessa sarebbe stato trasferito con gli altri rastrellati in un luogo di raccolta situato a Gambulaga di Portomaggiore (FE), da dove dopo una visita medica di idoneità per il lavoro è inviato al campo di Fossoli di Carpi, dall'agosto divenuto Sammellager (campo di smistamento) per il GBA, l'organizzazione per servizio del lavoro tedesco.

Qui, secondo lo stesso racconto, rimane due giorni, dopo i quali è messo in partenza per il Reich, che dopo una sosta di alcuni giorni a Verona, e un viaggio in treno di nove giorni con tappa a Innsbruck e Berlino (in un campo di smistamento situato alla periferia della capitale), lo porterà alla destinazione finale di Kirchmoeser, nel Brandeburgo, per essere impiegato in una fabbrica di carri armati, la Brandenburger Eisenwerke GmbH, «nella quale si lavorava per 12 ore consecutive - secondo la citata nota biografica - con un vitto consistente in un litro e mezzo di zuppa e verdura al giorno e si alloggiava in baracche antigieniche e per mancanza di riscaldamento si dormiva vestiti». Vi rimarrà per oltre 5 mesi. Il 10 aprile 1945 sarà ricoverato nella infermeria del lager, insieme all'imolese Stefano Conti, fino al 4 maggio successivo, data della liberazione in concomitanza all'arrivo dell'Armata rossa.

In seguito sarà trasferito con altri compagni imolesi in vari campi di raccolta nell'area berlinese utilizzati per gli ex-prigionieri e lavoratori stranieri da rimpatriare, giungendo nell'ordine a Neuruppin, Furstenwalde/Spree, Kolpin, e Mittenwalde il 28 agosto 1945, per infine raggiungere in treno l'Italia il 3 settembre 1945.

Conseguenza dei patimenti subiti in Germania saranno una forma pellagrosa, una miocardite e coronarite, diagnosticategli all'arrivo, che nonostante le cure intraprese lo porteranno al decesso per angina pectoris il 7 novembre 1949 (**).

NOTE:

(*) Nota biografica e cronologia sintetica del periodo trascorso in Germania da Mario Cavazza; dattiloscritto senza data, in fascicolo Mario Cavazza in archivio ANED Imola presso CIDRA, Imola.

(**) Referto del dott. Ettore Bettuzzi, Imola, 15 febbraio 1956, ivi.


FONTI PRINCIPALI:

- Orazi, La deportazione nel Terzo Reich dall'archivio dell'Aned imolese

- CIDRA, archivio ANED Imola

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

 

Rif: LAVORATORE COATTO-3046



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