Un primo quadro delle schede biografiche

Gli Imi bolognesi. Dati riassuntivi della prima rilevazione e prime riflessioni.

a cura di Fabrizio Tosi

Secondo le ricerche di Rossella Ropa, nel libro Prigionieri del terzo Reich. Storia e memoria dei militari bolognesi internati nella Germania nazista (CLUEB, Bologna 2008), gli IMI bolognesi assommarono a circa 9.000. Di essi esamineremo un campione statisticamente significativo come numerosità, 5.649, circa il 63%, sufficientemente rappresentativo dell’universo Imi bolognesi, salvo alcune peculiarità.

La prima avvertenza da considerare è che il campione deriva da fonti diversificate fra di loro e cioè dalla documentazione contenuta negli archivi online di Bad Arolsen (ex ITS - International Tracing Service, sito web: https://arolsen-archives.org/en/) riscontrati con gli archivi online predisposti da ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, sito web: http://www.anrp.it).

Un’altra fonte molto importante è quella predisposta dalla Croce Rossa italiana al momento del rimpatrio nel 1945 degli internati dalla Germania e pubblicata nel sito www.tecadigitaleacs.cultura.gov.it organizzata per centri alloggio e contenente un volume per ogni Provincia di nascita e/o residenza. Anche questa fonte è stata riscontrata con quanto contenuto negli Archivi di Bad Arolsen e del LeBi. Son talvolta presenti piccole variazioni nella data di nascita o nella grafia di nomi (e talvolta cognomi). Talvolta il nome del campo riportato appare incongruo con il numero di immatricolazione. E’ probabile che diversi internati abbiano riportato correttamente il numero di matricola, ma abbiano fornito l’informazione solo sull’ultimo campo di destinazione o a quello che loro appariva più significativo. Tali possibili incongruenze sono segnalate nelle singole biografie.

A questi archivi online si aggiungono le schede di registrazione di un consistente numero di ex soci ANEI, presenti nel Fondo A.N.E.I., conservato presso l’Istituto Parri dell’Emilia-Romagna con sede a Bologna.

Sono presenti nominativi derivanti dall’esame di alcuni Archivi comunali e, infine, alcuni innesti di documentazione proveniente da archivi di famiglia.

Occorre considerare le seguenti ulteriori avvertenze.

Sono presenti 1.977 nominativi di Imi riscontrati esclusivamente da documenti di imprese tedesche o da certificazioni di morte contenuti nell'Archivio di Bad Arolsen che riportino espressamente la dicitura Imi, Entlassen Imi o Kriegsgefangenen o definiti tali negli Archivi di riferimento (sia comunali che della Croce Rossa). 1158 di questi riportano almeno il numero di matricola.

La seconda avvertenza concerne il numero dei deceduti. In questo campione è presente un numero di deceduti pari a 489, l’8,6% circa. Con tutta evidenza siamo in presenza di una sovra rappresentazione relativamente elevata, ma non lontanissima dalle stime dello Schreiber e della Hammermann secondo i quali gli IMI deceduti nei campi, ammontavano al massimo al 5 o 6%. Ovviamente la documentazione dei deceduti è più ampia e abbondante per la presenza dei certificati di morte rilasciati dopo la guerra, ma anche per le informative che i comandanti dei campi trasmettevano all’OKW (Oberkommando der Wermacht). Le informazioni concernenti i deceduti sono spesso anche più complete, riportando i nominativi dei parenti, lo stato civile e la professione da civili.

Campione totale esaminato al 15/2/2024 = n. 5.649 nominativi

DATI GENERALI:

Classi d’età: anni di nascita

Fino al 1900

64

1,13

1901 – 1905

52

0,94

1906 – 1910

572

10,13

1911 – 1915

1.428

25,28

1916 – 1920

1.501

26,58

1921 – 1925

1.965

34,54

1926 – 1927

11

0,20

Data incerta

20

0,35

Data ignota

31

0,55

Totale

5.649

 

100%


Le classi di leva rappresentano circa il 35% del campione

Gli anni più rappresentati sono il 1920 con 495 presenze, primo della ripresa dopo la grande guerra e l’epidemia di influenza “spagnola”. Infatti gli appartenenti alla classe 1918 sono solamente 213. Poi il triennio 1921/23 gli anni più propriamente di leva (550 nel 1923).

Significativa la presenza di ufficiali nelle classi più anziane: 33 ufficiali tra i 57 nati prima del 1900.

Area geografica di provenienza:


 

Luogo di nascita non noto o incerto

69

1,22

Estero

13

0,22

Provincia di Bologna

5.147

90,46

Emilia Romagna

248

4,36

Italia

172

3,04

Totale

5.649

100

L’attrattività di Bologna e provincia rispetto alle province vicine la si può notare ad es. dal trasferimento di 20 militari da Castelfranco Emilia (fino al 1929 in Provincia di Bologna), 12 da Zocca e 8 da Guiglia per quanto concerne la Provincia di Modena. Abbiamo poi 24 trasferimenti da Ferrara città, 15 da Cento, 11 da Argenta e 9 da Poggio Renatico per quanto concerne la Provincia di Ferrara.

Per quanto concerne le Regioni vicine spicca il dato di 16 trasferimenti da Firenzuola (FI) comune dell’Appennino tosco-emiliano

Esaminiamo ora in dettaglio le aree geografiche del territorio bolognese

Pianura bolognese

1.621

31,49

Appennino e collina

1.511

29,36

Bologna città

1120

21,76

Area imolese

883

17,16

Provincia di Bologna

12

0,23

Totale

5.147

100%


Nel Censimento 1901 la popolazione cittadina era pari al 29,43% del totale provinciale, mentre nel censimento 1921 il rapporto era del 33,53%. Appare subito quindi molto evidente la sottorappresentazione dei militari provenienti dalla città. Tra le possibili spiegazioni la maggior presenza in città di operai trattenuti al lavoro o di altre professioni ritenute utili; la maggior numerosità delle famiglie della Pianura e dell’Appennino. Forse anche una maggiore facilità nelle esenzioni?


 

Stato civile: campione disponibile 798

Celibi

486

60,90

Coniugati

312

39,10

Totale

798

100%

Non stupisce la netta prevalenza di celibi, vista l’età relativamente giovane dei militari.


 

Professione: campione disponibile: 869

Operai e salariati dell’industria, agricoltura ed edilizia

190

Coloni, mezzadri, contadini in genere

341

Addetti a professioni dei servizi dipendenti ed autonomi

238

Impiegati, insegnanti e professioni intellettuali

67

Studenti

33

Totale

869

 

Come si vede le professioni legate alla agricoltura e allevamento rappresentano il 39,37% degli internati rilevati; ma la definizione di “bauer” o “landarbaiter”, presenti entrambe nei documenti, sono assolutamente generiche e non permettono di capire quanti in realtà fossero braccianti, coloni e mezzadri, oppure piccoli proprietari. Di converso i ceti medi urbani sono ben poco rappresentati, anche se impiegati e studenti e parte dei lavoratori autonomi risiedevano in città. A solo titolo di esempio su 33 studenti rilevati, 20 erano nati a Bologna città. Su 39 impiegati rilevati 18 erano nati in città.

 

 

IL SERVIZIO MILITARE

Grado militare: campione disponibile 4.809

Soldati semplici, tiratori, fucilieri, artiglieri, cannonieri, autieri

3.319

Avieri

144

Marinai, marò

45

Carabinieri, finanzieri, Polizia e ex MVSN

94

Brigadieri e Appuntati CC e GDF

31

Caporali, Caporal maggiore e sottocapo marina militare

665

Marescialli, Sergenti e sergenti maggiori

268

Ufficiali

243

Totale

4.809


 

Non sorprende l’assoluta prevalenza di soldati semplici e graduati vista la preponderanza di internati rilevati negli Stalag rispetto agli Oflag.


 

Corpo militare di appartenenza: campione disponibile 1.644

Fanteria

509

Aviazione

141

Marina militare e guardia costiera

54

Guardia alla frontiera G.A.F.

116

Artiglieria

256

M.V.S.N. (disciolta)

12

Genio

127

Carristi

8

Granatieri

13

Carabinieri, Polizia, Finanza

129

Alpini

39

Bersaglieri

34

Cavalleria

39

Autieri

51

Sanità

44

Sussistenza

19

Varie e non chiaramente attribuibili

53

Totale

1.644


 

LA CATTURA

Periodo di cattura: campione disponibile 942

Settembre 1943

902

Ottobre - dicembre 1943

19

Primo semestre 1944

21

Totale

942


 

Ben 493 militari sono stati catturati l’8 e il 9 settembre a dimostrazione della preparazione del Piano Achse, ma anche della grande confusione in cui monarchia, Governo Badoglio e i vertici militari lasciarono comandi e presidii in Italia, in Francia e nei Balcani.

Luoghi di cattura: campione disponibile 843

Francia

27

Albania

73

Montenegro

36

Macedonia

4

Grecia

172

Croazia

173

Serbia, Kossovo (Jugoslavia)

17

Slovenia

24

Austria

1

Italia

296

Luogo non definibile

20

Totale

843


I luoghi di cattura sono pienamente coerenti con il dislocamento complessivo delle truppe italiane all’estero: infatti la ex Jugoslavia rappresenta 224presenze complessive, la Grecia, isole comprese, ben 172, 108 in complesso Albania e Montenegro. La presenza di molti internati catturati in Italia è anche legata al rilevante numero di militari impiegati nella Guardia alla frontiera, soprattutto nella zona di Tarvisio, in provincia di Bolzano e nel Friuli-Venezia Giulia, 125 complessivamente su 296 arrestati in varie località italiane.

 

Campo di Immatricolazione:

Non è superfluo specificare che il campo di immatricolazione è il primo campo di arrivo nella quasi totalità dei casi. I percorsi successivi con parecchi trasferimenti sono ben rappresentati, generalmente da est a ovest, ovvero dai distretti I di Koenigsberg e XX di Danzica verso i distretti centrali, in particolare il distretto IV di Dresda. Il X di Amburgo e l’XI di Hannover.

Nel caso degli ufficiali sono ben documentati i passaggi dai campi del Governatorato generale, con uno o più passaggi, verso i campi centrali di Fallingbostel-Wietzendorf in massima parte.

Sembra probabile, sulla base dei percorsi ricostruibili, che gli internati immatricolati nelle zone centrali della Germania o dell’Austria facessero spostamenti molto limitati, generalmente all’interno del distretto. Tipico esempio il passaggio dallo Stalag IVB di Muehlberg allo Stalag IVG di Oschatz, presente in numerosissimi casi, mentre Oschatz stesso non risulta mai, se non in due casi, campo di prima immatricolazione.

Lo stesso è riscontrabile per gli internati nel distretto VI di Muenster, dove dalla immatricolazione dallo Stalag VIC di Bathorn si passa spesso ai campi secondari di Fullen, Meppen o Dorsten.

Infine occorre ricordare che il campo indicato nelle liste della Croce Rossa non pare essere sempre quello di immatricolazione, ma piuttosto l’ultimo in cui il militare era transitato o anche quello meglio ricordato.


 

Prussia Orientale, ora Polonia e Russia

Distretto I Koenigsberg

229

Prussia Orientale, ora Polonia

Distretto XX Danzica

183

Polonia

Governatorato generale

104

Austria

Distretto XVII Vienna

148

 

Distretto XVIII Salisburgo

15

Grande Germania

Distretto II Stettino *

248

 

Distretto III Berlino *


 

486

 

Distretto IV Dresda

264

 

Distretto V Stoccarda

79

 

Distretto VI Muenster

748

 

Distretto VII Monaco

48

 

Distretto VIII Breslavia *

53

 

Distretto IX Kassel

152

 

Distretto X Amburgo

405

 

Distretto XI Hannover

328

 

Distretto XII Wiesbaden

138

 

Distretto XIII Norimberga

39

 

Non chiaramente

identificabili

5

Totale I distretti * comprendono una parte di territorio ora in Polonia

 

3.672

 

Imi dei quali è noto solo il numero di matricola = 1158

Imi senza indicazione di campo o numero di matricola = 819

Di questi internati si può ricavare il distretto di appartenenza, partendo dal luogo di lavoro assegnato, ma non il campo di prima immatricolazione che, non necessariamente, coincide con il campo vicino al luogo di lavoro assegnato.

In effetti possiamo ipotizzare che gli Imi di cui non abbiamo il campo di immatricolazione siano comunque transitati in diversi campi appartenenti a vari distretti.

Dalla rilevazione dei luoghi di lavoro, si possono ricavare i distretti di riferimento. Il più numeroso è il distretto di Berlino con ben 239 assegnazioni, segue il distretto di Muenster, Nord Renania Westphalia con 120, Amburgo con 108, Dresda con 100 e Hannover con 87 e così via.

In particolare sono presenti ben 51 casi di assegnazione al Werk kreis di Amburgo quasi certamente attribuibili allo stalag XB di Sandbostel (meno probabilmente allo Stalag XA di Schwerin) in analogia a tante occorrenze in cui è noto il campo di assegnazione. Si tratta di un cospicuo gruppo di documenti aziendali che, rispondendo ad una apposita circolare in data 5 settembre 1944 emanata dal Kriegsgefangenen Abteilung di Amburgo, qualifica moltissimi lavoratori come I.M.I.. Alcune ditte hanno fornito anche il numero e il campo di immatricolazione, appunto il XB di Sandbostel)

 

Riassumendo solo i primi 10 campi

VIC Bathorn

342

XB Sandbostel

293

XIB Fallingbostel

275

IVB Muehlberg

207

VID Dortmund

149

IIIC Alt Drewitz

149

XXA Thorn

132

IIIA Luckenwalde

127

IIIB Furstemberg

111

IB Hohenstein

107


Questi primi 10 campi rappresentano da soli il 51% degli internati nei campi noti.

Ben tre campi sono nell’area Berlino-Brandeburgo, due nella Nord Rhenania Westphalia attorno alle zone della Rhur. Sandbostel ospita internati della zona Amburgo/Brema. Fallingbostel ricomprende le città industriali della Bassa Sassonia, Muehlberg raccoglie gli Imi della zona di Dresda/Lipsia. Solamente il campo di Thorn e, ancor più, quello di Hohenstein, entrambi in Polonia non hanno una specifica caratterizzazione di zone industriali, ma sono anche quelli, infatti, da cui ci saranno i maggiori spostamenti verso le zone centrali della Germania.

 

I DECESSI

Settembre – dicembre 1943

20

Gennaio – maggio 1944

131

Giugno – dicembre 1944

180

Gennaio- dicembre 1945

156

1946

2

Totale deceduti

489


 

La divisione del 1944 in due parti è effettuata appositamente perché una delle statistiche più complete dei prigionieri, elaborata dal’OKW, in data 1/6/1944 conta 578.093 Imi.

Evidentemente, come dimostra il dato bolognese, rispetto al settembre 1943, parecchie migliaia di I.M.I dovevano già essere deceduti, al netto degli optanti per la R.S.I.

Inoltre, come detto sopra, con tutta evidenza la percentuale dei deceduti è sovradimensionata nel campione in quanto sono di più facile reperibilità negli Archivi, i documenti concernenti i decessi e le sepolture.

Cause di morte note:

Malattia

176

Bombardamento aereo e conseguenze

61

Fucilazione

8

Incidenti

15

Suicidio

1

Totale

261

Notevole il numero di decessi a seguito di bombardamento e le malattie legate alle pessime condizioni igieniche, dovute alla TBC in primis. Debolezza generale e problemi cardiaci stanno a testimoniare le condizioni di duro sfruttamento dei militari come lavoratori coatti, anche dopo la cosiddetta “civilizzazione".

Due delle fucilazioni sono riconducibili al ben noto episodio di Wilhelmshohe, Kassel.

 

 

IL LAVORO COATTO

Come è noto nel corso dell’estate del 1944, a seguito di un accordo tra Hitler e Mussolini, si decise di trasformare gli IMI in lavoratori civili, prima sulla base di adesioni volontarie, poi, constato il fallimento dell’adesione volontaria, si decise di procedere d’ufficio.

Civilizzazioni avvenute tra il 22 e il 31 agosto 1944

113

Tra il 1 e il 29 settembre

100

30 settembre 1944*

60

Civilizzazioni tardive

35

Totale

308


 

Significativo il dato delle civilizzazioni al 30 settembre 1944 perché sono tutte riferite, senza eccezioni, a quelle avvenute nei campi austriaci, particolarmente Gneixendorf e Pupping, nel distretto militare di Vienna.

Come è noto gli Imi costituivano una potenziale fonte di mano d’opera semi gratuita per l’industria tedesca e ci sono schede di imprese che già da fine settembre 1943 hanno nel loro organico a disposizione gli internati militari italiani, secondo i piani di A. Speer e di F. Sauckel, plenipotenziario per la mano d’opera.

Coerentemente con quanto deciso dai sopracitati personaggi, gli internati bolognesi vengono assegnati prioritariamente alle grandi imprese dia rmamenti, meccaniche e chimiche, alle miniere, al servizio ferroviario o ai lavori pubblici nelle città. Meno frequenti le assegnazioni a lavori agricoli, industria alimentare o altri servizi.

In 259 casi conosciamo genericamente solo il numero di Arbeitskommando. Mentre in oltre 2.000 casi circa conosciamo il luogo di lavoro, la Cassa malattia (A.O.K) aziendale o distrettuale o almeno la città nei cui registri gli internati erano rilevati.

Risultano assegnati al lavoro anche sottufficiali e tenenti. In solo due casi ci sono evidenze di ufficiali assegnati al lavoro.


 

Aziende in cui risultano le maggiori presenze:

F. Krupp, Essen – acciaierie

30

Ruhrsthal AG, Welper - acciaierie

28

Erla Werke, Lipsia – produzione di parti di aereo

26

Miniere di Saargruben, Renania Palatinato

24

M.A.N., Maschinen Augsburg Nurnberg - veicoli

16

I.G. Farben, Ludwigshafen – chimica di base

16

D.K.K. Scharfenstein, impianti refrigeranti

11

Werk Schopau, Leuna Werke, conglomerata I.G. Farben

10

Junkers, Lipsia – produzione di parti di aereo

9

Mannesmann, Duisburg - tubi

9

Chn Mansfeld, Lipsia – macchine da cucire

8

Accumulatoren fabrik, Hagen

8

Hasag, Lipsia – oggetti in metallo

7

Zucker fabrik, Halbertstadt – prodotti alimentari

7

Eibia Bassa Sassonia – prodotti chimici

7

Portland zement fabrik - cemento

7

Tromka, Lipsia - meccanica

6

Nibelungen Werke, Herzograd – carri armati

6

Sachsische Gusthal Werke, Pirna -

6

Deutsche reichbahnbesserung, varie città, riparazioni ferroviarie

6

Wieland Werke, Vohringen – apparecchiature elettriche

6

Metall waren, Treuenbrietzen -

6

Brabag, Bohlen – produzione benzina

5

Daimler Benz, - veicoli

5

Mitteldeutsche Sthal werke - acciaieria

4

Sono presenti anche tante assegnazioni a industrie pesanti e meccaniche di minori dimensioni sparse per tutta la Germania.

Di assoluto rilievo le assegnazioni nella zona di Lipsia facente parte del distretto IV di Dresda, le zone della Renania Westphalia, di Hannover, Amburgo e di Monaco-Norimberga.

In particolare sono state riscontrate 161 occorrenze per ditte o registrazioni della città di Amburgo, 171 per la Bassa Sassonia, 84 per Lipsia, e 88 complessivamente per la Baviera, distinte tra Monaco, Norimberga e Augsburg, 24 occorrenze per le miniere della Saarland.

Il primato spetta al Nord Renania Westphalia con 349 la zona più industrializzata della Germania con le fabbriche della Krupp e le imprese presenti nel circondario della Ruhr.

Sono rilevati numerosi casi di iscrizione nelle liste dell’assistenza sanitaria (A.O.K) di varie città, grandi e piccole, libretti di lavoro e documenti ricavati dagli archivi aziendali. Le prime assegnazioni di lavoro risalgono già alla fine di settembre 1943 e risultano parecchi casi di presenza al lavoro fino ad aprile/maggio 1945. La frammentarietà della documentazione e la difficoltà di individuazione di alcuni luoghi di lavoro o riferimenti a ditte non più esistenti o non note rendono impossibile, allo stato, maggiori approfondimenti.

Infine molti riscontri non sono possibili perché diversi file di Bad Arolsen sono temporaneamente secretati.

Informativa sui Cookie | Cookie Policy