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LAVORATORE COATTO

SPINETI VITTORIO

Nato il 13 novembre 1906 a Sasso Marconi (BO)
Luoghi di lavoro nel Reich: Schkopau

Familiari coinvolti: SPINETI FRANCO
nessun numero assegnato

Spineti Vittorio, nato il 13 novembre 1906 a Borgo Panigale (BO), residente a Sasso Marconi (BO), nel fondo Molinello del Paganino. Coniugato, padre di tre figli. Idraulico.

È catturato - insieme al figlio Franco, ma non nello stesso giorno - in uno dei rastrellamenti messi in atto dalle forze tedesche nel territorio bolognese tra il settembre e l'ottobre 1944 - e inviato al lavoro coatto in Germania con un percorso che passa dai campi di transito del servizio del lavoro tedesco alle Caserme Rosse di Bologna e a Fossoli, dove il 4 ottobre 1944 viene redatto il suo foglio di ingaggio per il settore chimico. Prosegue poi per il carcere di Peschiera, dove riesce a incontrare di nuovo il figlio, nel frattempo utilizzato per lavori di fatica sulla linea ferroviaria, all'aperto, ammalandosi seriamente per le consegunze di un raffreddamento che aveva causato anche una infezione ai reni.

Insieme al figlio e a numerosi altri rastrellati bolognesi e toscani giunge nel grande impianto Buna-Werke di Schkopau, presso Halle (Saale), in Sassonia-Anhalt, che fu il primo ad essere costruito nel 1936 dal colosso della chimica IG Farben per produrre gomma sintetica a partire da processi di idrogenazione del carbone. 

In fabbrica Vittorio e Franco Spineti sono registrati il 3 novembre 1944. Vittorio con la qualifica di Hilfsschlosser (assistente fabbro) e alloggio nel Gemeinschaftslager (campo per lavoratori) di Schkopau. Nel frattempo il figlio Franco poco dopo l'arrivo in fabbrica aveva dovuto essere ricoverato, per le peggiorate condizioni. Sarebbero seguiti altri ricoveri periodici, mentre Vittorio farà il possibile per dare assistenza e anche parte delle sue magre razioni al figlio.

Arrivata la liberazione, a metà dell'aprile 1945, che coincide anche con il rilascio di Franco da un ricovero in ospedale, inizia l'attesa per il rimpatrio, periodo durante il quale Vittorio riesce a farsi impiegare prima come spazzino, poi, su proposta dei russi, come capo-officina per collaborare al ripristino degli impianti. 

Terminata formalmente la presenza a Schkopau il 25 maggio 1945, Vittorio e Franco riusciranno a tornare a Sasso Marconi il 10 giugno 1945.

Franco purtroppo si spegnerà 12 anni dopo, per le conseguenze delle malattie iniziate con la deportazione.

La vicenda della deportazione di Franco e Vittorio è riassunta in uno dei capitoli del libro di Renato Giorgi, Sasso Marconi cronache di allora e di dopo, alle pagine 196-199.

Ringraziamo per la collaborazione NIcola Naldi, pronipote di Vittorio Spineti.


FONTI A STAMPA E ARCHIVISTICHE:

– Renato Giorgi, Sasso Marconi cornache di allora e di dopo, Edizioni APE. Bologna 1976, pp. 196-199

FONTI DIGITALI:

– ITS Digital Archive, Arolsen Archives:

7.5.7, 1100002000056.  Registrazioni di documenti di stranieri in Germania.

https://collections.arolsen-archives.org/en/document/122183097

https://collections.arolsen-archives.org/en/document/122183098

https://collections.arolsen-archives.org/en/document/122183099

https://collections.arolsen-archives.org/en/document/122183100

https://collections.arolsen-archives.org/en/document/122183101

https://collections.arolsen-archives.org/en/document/122183103

7.5.7, 7648000128. Registrazioni di stranieri per impiego nel territorio del Reich.

https://collections.arolsen-archives.org/en/document/76559868

Guida alla lettura della documentazione in Arolsen Archives


Rif: LAVORATORE COATTO-3310



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