DE FRANCESCHI GIUSEPPE
De Franceschi Giuseppe, da Antonio e Cesarina, nato il 29 novembre 1925 a Monte San Pietro (BO), lì residente, in frazione Loghetto.
Il 7 ottobre 1944 è catturato - diciottenne - nei pressi della sua abitazione (insieme al padre e allo zio, oltre a numerosi vicini e compaesani) da militari tedeschi nel corso del grande rastrellamento in corso nella zona compresa tra Sasso Marconi, Casalecchio di Reno, Monte San Pietro e Calderino; gli uomini catturati da destinare al lavoro in Germania o in Italia saranno alla fine circa un migliaio.
Come racconta nelle sue memorie (*), dopo la cattura è inviato, in colonna a piedi, insieme agli altri civili, a Bologna, nel campo di raccolta del servizio del lavoro tedesco (GBA) di Caserme Rosse, arrivando in serata. Il giorno successivo, 8 ottobre, è trasferito in corriera con gli altri rastrellati al campo di transito di Fossoli di Carpi, dall'agosto 1944 è divenuto Sammellager (campo di smistamento) del GBA, giungendo in tarda serata. Trascorsa la notte, e quelle successive, in una delle baracche, il giorno 11 ottobre è sottoposto con i compagni ad una vista medica, a seguito della quale è ritenuto idoneo per l'invio al lavoro in Germania, cme per la maggior parte delle altre centinaia di rastrellati con lui.
Nuovo trasferimento in quella giornata per il carcere di Peschiera del Garda, utilizzato anc'esso come punto di raccolta per rastrellati da destinare al lavoro nel Reich. Vi rimane alcuni giorni, impiegato intanto in lavori di riparazione in un'area ferroviaria poco distante, rientrando ogni sera nelle celle.
Il 17 ottobre 1944 è fatto salire in un vagone merci di un lungo convoglio ferroviario che lo porterà a nord. A Verona il treno deve già sostare una notte, in attesa di proseguire; a Trento una sosta ulteriore. Poi l'arrivo a Innsbruck, dove il convoglio rimane fermo ancora un giorno e una notte prima di proseguire. Il viaggio, secondo la memoria di De Franceschi, terminerà il 22 ottobre nei pressi di Berlino, nel grande campo di smistamento di Wilhelmshagen. Il giorno 24 ottobre vengono rilasciati i documenti di lavoro e il 26 è trasferito (attraversando Berlino su quella che ricorda essere stata una littorina) nella destinazione lavorativa delle acciaierie della Mitteldeutsche Stahlwerke, a Brandeburgo sulla Havel.
L'alloggio è nel campo baraccato per lavoratori stranieri di Wilhelmshof, campo n. 5. Il 27 ttobre vengono cosegnati i documenti di lavoro, e il giorno 28 inizia il lavoro in fabbrica, nella produzione di carri armati, con turni giornalieri di 10 ore e notturni di 12 ore. De Franceschi è assegnato ai forni «con Biavati, i due Beghelli, De Maria, Pulga e Monari», tutti rastrellati con lui. Nella stessa baracca, anche se asegnati a reparti di lavoro diversi, erano alloggiati altri conoscenti: «Leonelli, i due Biavati [Odoardo e Ubaldo], i tre Bergonzoni, [Franco] Zocca, Barilli e Buferli Marcello».
Dopo mesi di duro lavoro, di freddo e di fame, che lo riducono a pesare appena 37 kilogrammi, il 25 aprile 1945, nell'imminenza dell'arrivo delle truppe sovietiche, con alcuni compagni si unisce ad una colonna di lavoratori che vuole raggiungere i liberatori, che lo prenderanno in custodia, chiedendogli in cambio di utilizzarlo in varie mansioni occasionali di fatica. Nel corso dei mesi successivi passerà attraverso vari campi-profughi allestiti dall'occupante russo nella regione berlinese.
Il rimpatrio per lui inizierà solo il 31 agosto 1945, con la partenza di un convoglio verso il Brennero, da dove riuscirà a proseguire fino a Bologna su un camion di una ditta di spedizioni. Arriverà a casa l'8 settembre 1945.
NOTE:
(*) Una sua testimonianza scritta, intitolata Và e torna. Diario di un "ramo " di vita in Germania, è stata consegnata alla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale - onlus di Pieve Santo Stefano (AR).
Una testimoninza in video è stata raccolta e inserita in: T'arcordet: Monte San Pietro, 7 Ottobre 1944.
FONTI A STAMPA E ARCHIVISTICHE:
– Claudio Contri e Lamberto Stefanini, T'arcordet: Monte San Pietro, 7 Ottobre 1944, Monte San Pietro, Cinerana, 2011, 1 DVD (53'36"min.)
– Giuseppe De Franceschi, Và e torna. Diario di un "ramo " di vita in Germania, stampato in proprio, in originale presso Fondazione Archivio Diaristico Nazionale - onlus di Pieve Santo Stefano (AR).

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