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DEPORTATO POLITICO

ZANNINI GIUSEPPE

Nato il 2 febbraio 1917 a Bari (BA)
Residente a Bologna (BO)
Arrestato il 21 maggio 1944 a Bologna (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna, campo di Fossoli, campo di Bolzano
Deportato a Mauthausen il 5 agosto 1944
Non è sopravvissuto alla deportazione
nessun numero assegnato

Zannini Giuseppe, da Marco ed Adele Lubrano, nato il 2 febbraio 1917 a Bari. Residente a Bologna, poi domiciliato a San Lazzaro di Savena (BO) al momento dell'arresto. Laureato in Scienze politiche. Bancario; funzionario del Credito Italiano.

Il Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia riporta le seguenti note.

Nell'agosto 1943 fu trasferito dalla sede di Bari a Bologna e subito dopo prese contatti con il movimento cattolico antifascista. Per le sue doti, per la sua preparazione politica e culturale - a Bari aveva svolto un'intensa attività nell'ambiente fucino antifascista in stretta collaborazione con Aldo Moro - s'impose subito all'attenzione dei fucini bolognesi divenendo - ha scritto Achille Ardigò - «il loro leader naturale». Con Ardigò, Angelo Salizzoni, Fulvio Milani, promosse le conferenze su temi sociali, politici, economici svoltesi nel collegio di S. Luigi e di cui fu anche relatore. Tenace fautore di un'attiva partecipazione «voleva che i cattolici partecipassero sempre più numerosi all'azione contro i tedeschi e i fascisti» - ha scritto la madre - promosse una serie di incontri tra studenti ed operai alla Beverara, a Santa Viola (Bologna) che «aprirono ai fucini partecipanti problemi umani e sociali fino allora mai percepiti» (Ardigò). Con Salizzoni e Milani sostenne la necessità di elaborare una linea politica e sociale del mondo cattolico che riprendesse la più autentica tradizione del PPI e insieme la partecipazione dei cattolici agli organismi del CLN centrali e periferici, confrontandosi con le altre forze politiche su temi agrari, di libertà e di democrazia, per preparare per tempo la via al domani. A questa attività dedicò tutto il suo tempo, tutte le sue energie e capacità.

È arrestato il 21 maggio 1944 a San Lazzaro di Savena (BO), dove abitava in quel momento, per ordine del locale comando Sipo-SD. La annotazione “via Magarotti” sul registro fa ipotizzare una sua precedente permanenza nella caserma fascista di via Magarotti.

Il 6 giugno 1944 è trasferito al campo di concentramento di Fossoli, con un gruppo di detenuti bolognesi, politici ed alcuni ebrei.

Rimane nel campo modenese fino al 27 luglio, quando è trasferito a Bolzano-Gries, da dove è deportato a Mauthausen il 5 agosto 1944.

All'arrivo nel lager austriaco, il 7 agosto, riceve la matricola 82553 ed è classificato come Schutzhaeftlinge (detenuto per ragioni di sicurezza, equivalente a detenuto politico, con triangolo rosso). Il mestiere dichiarato risulta quello di funzionario.

È in seguito trasferito al sottocampo di Gusen. Addetto per lungo tempo al lavoro in galleria, sopravvive fino all'arrivo dell'armata americana, ma morirà il 15 maggio 1945, «per sfinimento», come anche da comunicazione del comando alleato.

La documentazione del lager indica dal 24 agosto al 9 settembre 1944 l'assegnazione a "Kellerbau", seguita daricovero in  "Revier" fino al 22 settembre, quindi di nuovo a "Kellerbau" fino al 2 novembre, poi a "Gergen Muehle" (produzione di armi per la ditta Steyr); fino al 16 gennaio 1945 è assegnato alla squadra "Lager Kommando", poi entra di nuovo in nel settore infermeria fino al 30 gennaio, quindi di ancora a "Geogen Muehle".

In una lettera scritta alla madre di Zannini, don Liggeri ha ricordato la profonda fede e lo spirito di carità che lo sorressero nei momenti di maggior scoraggiamento per le sofferenze morali più che per i disagi fisici, ma anche la sua indomita speranza e il suo desiderio di lottare e vincere.

Riconosciuto dalla apposita Commissione regionale partigiano nella 6a brigata Garibaldi «Giacomo», con ciclo operativo dall'1 maggio 1944 alla Liberazione.


FONTI PRINCIPALI:

- Mantelli-Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol. I

- Mauthausen, schede dei prigionieri

- D'Amico, Sulla strada per il Reich

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

 

Rif: DEPORTATO POLITICO-2320



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