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DEPORTATO POLITICO

ZACCHERINI VITTORIANO

Nato il 28 novembre 1926 a Dozza (BO)
Residente a Imola (BO)
Arrestato il 26 novembre 1944 a Imola (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Imola, carcere di Bologna, campo di Bolzano
Deportato a Mauthausen l'8 gennaio 1945
È sopravvissuto alla deportazione

nessun numero assegnato

Zaccherini Vittoriano, «Pinto», da Leo e Irene Ferretti, nato il 28 novembre 1926 a Dozza (BO); residente a Imola, in via IX Febbraio n. 11. Licenza di avviamento professionale. Celibe. Operaio meccanico alla Cogne.

Fece parte del Fronte della Gioventù. Nel giugno 1944 entra a far parte del battaglione Montano della brigata SAP Imola. Nell'agosto, quando il battaglione rimase tagliato fuori, tornò a Imola, per andare a far parte del GAP operante nella zona di Spazzate Sassatelli.

In vista della costituzione del battaglione Città della brigata SAP Imola il 20 novembre 1944 rientra in città, ma viene arrestato il 26 novembre 1944 a causa di una delazione.

Rinchiuso nella Rocca, subisce pesanti interrogatori da parte dei nazifascisti. Il 28 novembre viene immerso in una vasca d'acqua posta sul torrione e più volte picchiato con il calcio di una rivoltella per tenerlo sotto. Si ammala così di tonsillite.

È infine trasferito a Bologna, insieme ad altri imolesi catturati nelle settimane precedenti, e incarcerato dal 2 dicembre 1944 a San Giovanni in Monte, con matricola 12381 a disposizione del «comando tedesco SS», ovvero della Gestapo.

Il 22 dicembre 1944 è aggregato al trasporto di 100 detenuti verso il campo di concentramento e transito di Bolzano-Gries, dove rimarrà fino all'8 gennaio 1945, data di partenza del convoglio che deporterà a Mauthausen 483 internati, tra i quali 84 del gruppo proveniente da Bologna.

All'arrivo nel lager austriaco, l'11 gennaio 1945, riceve la matricola 115778 ed è classificato come Schutzhaeftlinge (detenuto per motivi di sicurezza, equivalente a detenuto politico, con triangolo rosso); mestiere dichiarato: meccanico.

Rimane fino all'1 febbraio 1945 in quarantena, nella baracca n. 24, insieme ad altri imolesi tra i quali Vero Vannini, Tampieri Walter, Antonio Morini, Sante Noferini, Eros Marri.

È poi trasferito al sottocampo di Gusen, dove con la qualifica di Facharbeiter (lavoratore qualificato), risulta assegnato al settore «Georgen-Muehle», a lavorare nella produzione di armi per ditta Steyr-Daimler-Puch.

Sarà l'unico del gruppo di imolesi che riuscirà a salvarsi. Tutti i giorni, su consiglio di un deportato ucraino, mentre si reca al lavoro mangia un pezzo di carbone che gli evita la dissenteria.

Il 5 maggio 1945 è liberato dagli alleati. Rimasto in baracca, perchè «avevo la scabbia», viene successivamente trasferito in un ospedale da campo a Berlino. Il 20 giugno 1945 intraprende il viaggio di rientro a Imola dove giunge il 26 dello stesso mese.

Riconosciuto partigiano con il grado di sergente dalla apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dall'1 giugno 1944 al 14 aprile 1945.


FONTI PRINCIPALI:

- Mantelli-Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol. I

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

- Mauthausen, schede dei prigionieri


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Rif: DEPORTATO POLITICO-2318



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