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DEPORTATO POLITICO

TRIGARI GAETANO

Nato il 10 ottobre 1905 a Granarolo dell'Emilia (BO)
Residente a Bologna (BO)
Arrestato il 19 settembre 1943 a Bologna (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna, carcere di Castelfranco Emilia, Verona
Deportato a Dachau, Mauthausen l'1 marzo 1944
È sopravvissuto alla deportazione
nessun numero assegnato

Trigari Gaetano, da Agostino e Broni Rita, nato il 10 ottobre 1895 a Granarolo dell'Emilia (BO); residente in Francia ad Hayange (Mosella), poi St. Etienne (Loira), poi a Bologna, in via Bertiera n.3, e in via Frassinago n. 3. Celibe. Fabbro, meccanico.

Antimilitarista, nel 1914 fu esonerato per malattia mentale dal servizio militare e ricoverato all’ospedale psichiatrico Roncati di Bologna. Nel 1921 espatriò clandestinamente in Francia, soggiornando negli anni successivi in Lussemburgo e in Svizzera.

È schedato nel Casellario Politico Centrale tra il 1936 e il 1943 come comunista, iscritto alla Rubrica di frontiera.

Il Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia riporta le seguenti note.

Militante anarchico. Espatriò in Francia. Nell'agosto 1936 accorse in Spagna per combattere a difesa della Repubblica, combattendo in Aragona con la brigata anarchica Rojo y Negra. Fu ferito alla gamba sinistra a Huesca, nell'aprile 1937. Lasciò la Spagna nell'ottobre 1938. Venne internato nei campi di concentramento francesi di Argelès-sur-Mer, di Gurs e di Vernèt-D'Ariège. Tradotto a Bologna il 15 aprile 1941, fu assegnato al confino per 3 anni e inviato nell'isola di Ventotene (LT). Venne liberato nell'agosto 1943.

È arrestato per ordine dell'ufficio politico della Questura il 19 settembre 1943 insieme ad altri noti antifascisti bolognesi. Lo stesso giorno è registrato in ingresso a San Giovanni in Monte con la matricola 8005. Da fine novembre 1943 passa sotto l'autorità del «comando tedesco SS» (ovvero l'Aussenkommando Bologna della Sipo-SD).

Il 29 gennaio 1944 a seguito di un bombardamento su Bologna che danneggia anche un'ala del carcere l'intera sezione tedesca dei detenuti politici è trasferita nel carcere di Castelfranco Emilia. Tra essi anche Trigari, che vi rimane fino al 29 febbraio 1944, quando è aggregato ad un trasporto di 18 politici bolognesi che dopo una tappa a Verona raggiungerà Dachau il 2 marzo 1944. Qui riceve la matricola 64815 ed è classificato con la categoria Schutz. Mestiere dichiarato: operaio metallurgico.

È poi trasferito a Natzweiler, dove giunge il 16 marzo 1944, ricevendo la matricola 8520.

Qui è destinato al sottocampo di Markirch (la francese Sainte-Marie-aux-Mines), nei Vosgi, dove la BMW dal marzo 1944 stava trasferendo da Allach parte della produzione di motori aerei in un ex-tunnel ferroviario. Secondo i documenti del lager, risulta ricoverato in Revier dal 1 luglio al 2 agosto 1944.

Il 23 agosto è trasferito a Mauthausen, immatricolato con il 91269 il giorno 25, classificato come Schutz; mestiere dichiarato: fabbro ferraio.

Secondo i dati riportati nella sua Haeftlings-Personal-Karte dal 13 al 26 novembre 1944 è assegnato alla Wiener Graben, la cava di granito a cui i detenuti accedevano attraverso la «scala della morte», per essere poi  promosso dal 27 novembre al 9 febbraio 1945 come operaio specializzato al settore Rustung III della stessa.

Passa quindi a Gusen II, nel B.A.III (Betriebs-Abteilung III) nome in codice per le linee di produzione aeronautiche della Messerschmitt allestite nel sistema di gallerie di St. Georgen, denominato in codice «Bergkristall», per mantenerne la segretezza.

È liberato dall'armata americana.

Riconosciuto partigiano dall'apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dal novembre 1943 alla Liberazione


FONTI PRINCIPALI:

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

- Mantelli-Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol. I

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

- Rubriche del carcere di Castelfranco Emilia

- Mauthausen, schede dei prigionieri

- Dachau, lista dei prigionieri compilata nel dopoguerra

ALTRE FONTI:

- Scheda biografica (a cura di Rossella Ropa) in "Dizionario biografico online degli anarchici italiani", Biblioteca Franco Serantini - archivio e centro di documentazione di storia sociale e contemporanea (www.bfs.it)

 

Rif: DEPORTATO POLITICO-2294



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