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DEPORTATO POLITICO

TAMPIERI WALTER

Nato il 20 aprile 1920 a Imola (BO)
Residente a Imola (BO)
Arrestato il 29 novembre 1944 a Imola (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Imola, carcere di Bologna, campo di Bolzano
Deportato a Mauthausen l'8 gennaio 1945
Non è sopravvissuto alla deportazione
nessun numero assegnato

Tampieri Walter, da Guido e Amedea Menichetti, nato il 20 aprile 1920 a Imola (BO); lì residente. Impiegato alla Cogne.

Militò nella brigata SAP Imola.

Prese parte alla redazione de La Comune, il quindicinale del PCI imolese, e di Vent'anni il periodico del Fronte della Gioventù di Imola. Dei due giornali clandestini curava la battitura a macchina degli articoli su matrici di carta cerata, che venivano poi applicate al ciclostile per la stampa.

A seguito di una delazione, è arrestato il 29 novembre 1944 dai fascisti. Nella sua abitazione vengono trovate le matrici già preparate e pronte per la stampa del n. 25 de La Comune e del n. 4 di Vent'anni. Vengono pure trovati gli elenchi dei macchinari che i tedeschi avevano asportato dalla Cogne e trasportato in Germania. Li aveva compilati per poterne effettuare il recupero alla fine della guerra. È condotto dapprima nelle carceri della Rocca di Imola, dove è a lungo torturato perché riveli i nomi dei compagni di lotta, poi è trasferito a Bologna, dove dal 2 dicembre 1944 è incarcerato a San Giovanni in Monte, con matricola 12383, a disposizione del «comando SS».

Il 22 dicembre 1944 è aggregato al trasporto di 100 detenuti verso il campo di concentramento e transito di Bolzano-Gries, dove rimarrà fino all'8 gennaio 1945, data di partenza del convoglio che deporterà a Mauthausen 483 internati, tra i quali 84 del gruppo proveniente da Bologna.

All'arrivo nel lager austriaco, l'11 gennaio 1945, riceve la matricola 115741 ed è classificato come Schutzhaeftlinge; mestiere dichiarato: impiegato.

Risulta deceduto il 24 marzo 1945 a Mauthausen.

Gli è stata conferita la medaglia d'argento alla memoria con la seguente motivazione: «Nonostante la salute cagionevole, aderì, subito dopo l'armistizio, al movimento della Resistenza, reclutando gruppi di giovani, diffondendo manifestini di incitamento alla lotta, fornendo tempestive preziose informazioni che valsero ad evitare arresti di persone ed asportazione di materiali dai locali stabilimenti. Nel corso di una perquisizione operata nella sua abitazione, oltre a materiale di propaganda pronto per la diffusione, furono trovate le macchine per riproduzione e stampa. Arrestato, sottoposto alle più atroci torture nulla rivelò che potesse nuocere alla causa partigiana. Dalle carceri di Imola, Bologna, Bolzano il suo tremendo supplizio si concluse con la morte nel "Campo dello sterminio" di Mauthausen».

Riconosciuto partigiano dalla apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dall'1 aprile 1944 al 24 marzo 1945.

È ricordato nel Sacrario di piazza Nettuno a Bologna.


FONTI PRINCIPALI:

- Mantelli-Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol. I

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

Rif: DEPORTATO POLITICO-2281



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