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DEPORTATO POLITICO

PASQUALI CESARE

Nato il 2 febbraio 1916 a Firenzuola (FI)
Arrestato il 28 maggio 1944 a Castel del Rio (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Prato, campo di Fossoli, campo di Bolzano
Deportato a Dachau il 5 ottobre 1944
È sopravvissuto alla deportazione
nessun numero assegnato

Pasquali Cesare, di Luigi e Assunta Vignoli, nato il 4 febbraio 1916 a Firenzuola (FI). Ultimo indirizzio noto: Castel del Rio (BO), via Montefune. Celibe. Contadino, operaio.

Nonostante la invalidità ad una gamba, è arrestato a Castel del Rio (BO) il 28 maggio 1944 con altri 46 giovani della zona, rastrellati da forze tedesche con la cooperazione dei fascisti locali. Si trattava per lo più di renitenti, non coinvolti direttamente con il movimento resistenziale, ma fermati ugualmente con l'accusa di detenzione di armi. Inviato con il resto del gruppo nel castello di Prato, dove un interessamento del parroco della frazione di Valsalva, don Augusto Galeati, non riesce a sortire alcun risultato nel tentativo di convincere i tedeschi far liberare gli arrestati.

È internato nel campo di Fossoli dal 12 giugno 1944, dove riceve la matricola 1914 (e viene assegnato alla camerata 17). Il 16 successivo scrive alla famiglia una lettera (*) in cui chiede abiti di ricembio, viveri e pane («cercate che sia un pò secco, altrimenti va  a male»), una piccola somma di denaro («almeno 300 o 400 lire», e spiega come preparare la valigia da spedire, in modo che il contenuto arrivi integro, e «inoltre se volete fare una bella cosa dovete trovarvi con i genitori di tutti i compagni [di Castel del Rio] che sono qui con me e fate tutta una spedizione facendo venire uno con una macchina a portare tutti pacchi qui a Carpi».

Mentre il resto del gruppo è avviato in Germania al lavoro coatto tra metà e fine luglio, Pasquali rimane a Fossoli fino all'inizio di agosto, quando è trasferito, con l'ultimo trasporto, al nuovo campo di transito di Bolzano, conservando la stessa matricola.

È quindi deportato a Dachau il 5 ottobre 1944, dove giunge il giorno 9. Qui riceve la matricola 113480 ed è classificato con la categoria Schutz (con triangolo rosso), Mestiere dichiarato: muratore.

Liberato a  Dachau dagli americani riesce a far avere il seguente messaggio alla famiglia, attraverso la Segreteria di stato vaticana, che lo trascrisse in data 24 maggio 1945: «Sono salvo. Attendo mezzo di locomozione disponibile per rientrare in Italia. Affettuosità. Pasquali Cesare - Campo di Dachau / Germania, 8.5.45». Il 28 maggio 1945 passa il Brennero e riceve l'assistenza e il foglio di via per arrivare a casa da parte del Comitato d'Assistenza ai Rimpatriati (C.A.R.) del Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alto Adige; come risulta dal foglio, viene visitato da un medico e gli vengono consegnati «scarpe, mutande, camicia, canottiera».

NOTE:

(*) La lettera è in originale nel fascicolo personale conservato nell'Archivio ANED Imola presso il CIDRA di Imola, insieme anche al messaggio della Segreteria di stato vaticana e al foglio di via del C.A.R. - C.L.N. Alto Adige.


FONTI PRINCIPALI:

- Mantelli-Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol. I

- Dachau, schede dei prigionieri

- D'Amico, Sulla strada per il Reich

- CIDRA, archivio ANED Imola

- Venegoni, Uomini, donne e bambini nel Lager di Bolzano

ALTRE FONTI:

- Lorenzo Raspanti, Castel del Rio 1944: storia di una deportazione in massa, in: Pagine di vita e storia imolesi, Edizioni Cars, Imola 1990, pp. 201-217

Rif: DEPORTATO POLITICO-2224



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