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LAVORATORE COATTO

PALLADINI DOMENICO

Nato il 12 settembre 1926 a Castel del Rio (BO)
Residente a Castel del Rio (BO)
Catturato il 31 maggio 1944 a Castel del Rio (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Prato, Fossoli, Mauthausen
Luoghi di lavoro nel Reich: St. Valentin
È sopravvissuto
nessun numero assegnato

Palladini Domenico, da Alemanno e Teresa Lelli, nato il 12 settembre 1926 a Castel del Rio (BO); lì residente. Licenza elementare. Celibe. Colono, operaio.

E' catturato, insieme ad alcune decine di giovani di Castel del Rio, nell'ambito di una operazione organizzata da tedeschi ed esponenti fascisti locali al fine di rastrellare gli uomini delle classi comprese tra il 1914 e il 1927. Un ordine del comando militare germanico datato 29 maggio 1944 a firma del podestà invitava a presentarsi il giorno 31 con i rispettivi documenti militari alla locale casa del fascio per chiarimenti, ma si trattava di un tranello. Una volta presentatisi gli uomini sono trattenuti con la forza nei locali, poi trasferiti al comando tedesco presso Palazzo Alidosi, da dove alle 4 del mattino dell'1 giugno in quarantasette sono inviati dentro quattro camion a Prato, per essere detenuti nel castello, dove già erano stati fatti affluire altri giovani catturati in operazioni analoghe avvenute quasi contemporaneamente in vari paesi dell'Appennino tosco-emiliano orientale.

Dopo inutili interventi di famigliari e sacerdoti il 12 giugno sono trasferiti al campo di transito della polizia tedesca di Fossoli, dove rimarranno per un periodo variabile, la maggior parte per pochi giorni, altri fino alla fine di luglio.

Domenico Palladini è tra i primi a partire, inviato al lager di Mauthausen, dove giunge il 24 giugno 1944. Nel lager austriaco tuttavia non sarà internato in via definitiva, ma dal 3 luglio 1944 sarà utilizzato come lavoratore coatto nella vicina St. Valentin, nel distretto di Amstetten, nella fabbrica di carri armati Nibelungenwerk, insieme ad alcuni concittadini rastrellati con lui (Liliano Alpi, Natale Righini, Raffaele Monti, Luigi Ferri, Domenico Poggiali, Ezio Prantoni), alloggiati nel Gemeinschaftslager I "Herzograd", dove in 15 baracche si trovavano lavoratori provenienti da 11 nazioni occupate (*).

Vi rimarrà sino alla partenza per il rientro in Italia, avvenuta il 24 giugno 1945. Dopo tre giorni di viaggio raggiungerà la propria famiglia.

E' stato riconosciuto benemerito dall'apposita Commissione regionale.

NOTE:

(*) In proposito vedi: Stefan Wolfinger, Das KZ-Außenlager St. Valentin (Mauthausen Studien), Bundesministerium für Inneres, Abt. IV/7, KZ-Gedenkstätte Mauthausen und Ralf Lechner, ottobre 2009, p. 37 e la testimonianza di Liliano Alpi (vedi sua scheda biografica in questo sito).


FONTI PRINCIPALI:

- Orazi, La deportazione nel Terzo Reich dall'archivio dell'Aned imolese

- CIDRA, archivio ANED Imola

- D'Amico, Sulla strada per il Reich

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

ALTRE FONTI:

- Lorenzo Raspanti, Castel del Rio 1944: storia di una deportazione in massa, in Pagine di vita e storia imolesi, Edizioni Cars, Imola 1990

 

 

Rif: LAVORATORE COATTO-3145



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