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LAVORATORE COATTO

MONTEFIORI BENIAMINO

Nato il 31 maggio 1926 a Casola Valsenio (RA)
Residente a Castel del Rio (BO)
Catturato il 31 maggio 1944 a Castel del Rio (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Prato, Fossoli, Mauthausen
Luoghi di lavoro nel Reich: Lenzing, Ungheria, Jugoslavia
È sopravvissuto
nessun numero assegnato

Montefiori Beniamino, di Luigi, nato il 31 maggio 1926 a Casola Valsenio (RA); residente a Castel del Rio (BO). Celibe. Operaio.

E' catturato, insieme ad alcune decine di giovani di Castel del Rio, nell'ambito di una operazione organizzata da tedeschi ed esponenti fascisti locali al fine di rastrellare gli uomini delle classi comprese tra il 1914 e il 1927. Un ordine del comando militare germanico datato 29 maggio 1944 a firma del podestà invitava a presentarsi il giorno 31 con i rispettivi documenti militari alla locale casa del fascio per chiarimenti, ma si trattava di un tranello. Una volta presentatisi gli uomini sono trattenuti con la forza nei locali, poi trasferiti al comando tedesco presso Palazzo Alidosi, da dove alle 4 del mattino dell'1 giugno in quarantasette sono inviati dentro quattro camion a Prato, per essere detenuti nel castello, dove già erano stati fatti affluire altri giovani catturati in operazioni analoghe avvenute quasi contemporaneamente in vari paesi dell'Appennino tosco-emiliano orientale.

Dopo inutili interventi di famigliari e sacerdoti il 12 giugno sono tutti trasferiti al campo di transito di Fossoli di Carpi, dove rimarranno per un periodo variabile, la maggior parte per pochi giorni, altri fino alla fine di luglio.

Beniamino Montefiori parte tra i primi, giungendo a Mauthausen il 24 giugno 1944. Nel lager austriaco però non è internato in via definitiva, ma è rilasciato per essere utilizzato dal 4 luglio come lavoratore coatto prima nei pressi di Lenzing (verosimilmente a Pettighofen, come alcuni altri suoi compaesani), in Alta Austria, fino alla fine del 1944, poi in Ungheria, in località imprecisata, a scavare trinceramenti per alcuni mesi, e infine a lavorare in una miniera che lui ricorderà essere stata in Jugoslavia, fino a quando è liberato dalle truppe di liberazione titine e il 16 giugno 1945 potrà iniziare il ritorno verso casa, raggiungendola già il 18 successivo.


FONTI PRINCIPALI:

- Orazi, La deportazione nel Terzo Reich dall'archivio dell'Aned imolese

- CIDRA, archivio ANED Imola

ALTRE FONTI:

- Lorenzo Raspanti, Castel del Rio 1944: storia di una deportazione in massa, in Pagine di vita e storia imolesi, Edizioni Cars, Imola 1990

 

 

Rif: LAVORATORE COATTO-3131



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