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DEPORTATO POLITICO

MANGANELLI GIORGIO

Nato il 6 aprile 1926 a San Giovanni in Persiceto (BO)
Residente a San Giovanni in Persiceto (BO)
Arrestato il 5 dicembre 1944 a Amola di San Giovanni in Persiceto (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna, campo di Bolzano
Deportato a Mauthausen l'8 gennaio 1945
Non è sopravvissuto alla deportazione
nessun numero assegnato

Manganelli Giorgio, da Danio e Marcella Martini, nato il 6 aprile 1926 a San Giovanni in Persiceto (BO); lì residente in via Pioppe n. 4. Licenza elementare. Bracciante. Celibe.

Militò nel battaglione «Marzocchi» della 63a brigata Garibaldi «Bolero» e operò a San Giovanni in Persiceto.

È arrestato ad Amola di San Giovanni in Persiceto il 5 dicembre 1944 insieme al padre Danio e ai fratelli Augusto, Gino e Giovanni nel corso del vasto rastrellamento che in quei giorni investe la pianura attorno a San Giovanni in Persiceto, Amola e Anzola dell'Emilia.

Centinaia di persone furono dapprima condotte in alcuni luoghi di concentramento nella zona, come la chiesa di Amola e il teatro di Sant'Agata, per essere eventualmente riconosciute da alcune spie, poi, dopo eventuale sosta nella caserma dei carabinieri di Persiceto, trasferite a Bologna per essere interrogate dalla Gestapo nel comando di via Santa Chiara e detenute nel carcere giudiziario cittadino.

Così il fratello Augusto ricorderà quegli avvenimenti:

Con il rastrellamento del 5 dicembre 1944 venni preso in casa mia, assieme ai miei fratelli e mio padre. Mio fratello Gino, insieme a Gino Alberti, lo portarono via subito (mio fratello riuscì a scappare) mentre noi, io compreso, ci tennero chiusi in casa fino a mezzogiorno. Poi ci portarono al forno di Amola e di qui alla chiesa. In sagrestia ci tolsero tutti i documenti e i portafogli e poi ci caricarono su un camion e ci portarono al Teatro Comunale di Sant’Agata Bolognese. Passai anch’io in fila di fronte ad Hans e venni messo fra quelli da trattenere. Ci misero con la faccia contro il muro e poi un tedesco ci fece una croce sulla schiena con un pennello e vernice bianca. Ci sorvegliavano con una mitragliatrice sul palcoscenico e dei cani poliziotto che ci mordevano le gambe, appena ci muovevamo." (da: Renato Bergonzini, La Resistenza a Bologna – Testimonianze e documenti, Volume V, Istituto per la Storia di Bologna, 1980, pag. 787)

A San Giovanni in Monte è registrato in ingresso il 7 dicembre 1944, con matricola n. 12438, a disposizione del «comando SS».

Il 22 dicembre 1944 è aggregato al trasporto di 100 detenuti verso il campo di concentramento e transito di Bolzano-Gries, dove rimarrà fino all'8 gennaio 1945, data di partenza del convoglio che deporterà a Mauthausen 483 internati, tra i quali 84 del gruppo proveniente da Bologna.

All'arrivo nel lager austriaco, l'11 gennaio 1945, è immatricolato con il numero 115589 e classificato come Schutzhaeftlinge; mestiere dichiarato: operaio.

Rimane in quarantena fino al 7 febbraio 1945, poi dal giono 8 è trasferito al sottocampo di Gusen come Hilfsarbeiter (manovale), assegnato alla produzione di armi per la ditta Steyr-Daimler-Puch AG.

Risulta deceduto a Gusen il 25 maggio 1945, dopo quindi la liberazione del campo da parte dell'armata americana, avvenuto il giorno 5.

Riconosciuto partigiano dalla apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dall'1 gennaio 1944 alla Liberazione.


FONTI PRINCIPALI:

- Mantelli-Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol. I

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

- Mauthausen, schede dei prigionieri


Rif: DEPORTATO POLITICO-2168



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