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FUCILATO A SABBIUNO DI PADERNO

DRUSIANI DANTE

Nato il 24 marzo 1925 a Porretta Terme (BO)
Residente a Bologna (BO)
Arrestato il 7 dicembre 1944 a Samoggia (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna
Fucilato il 14 dicembre 1944 a Sabbiuno di Paderno
nessun numero assegnato

Drusiani Dante, «Tempesta», da Giovanni e Teresa Borsari, nato il 24 marzo 1925 a Porretta Terme (BO); residente a Bologna. Licenza elementare. Operaio tornitore.

Militò nella 7a brigata Garibaldi GAP «Gianni» con funzione di comandante di compagnia e operò a Bologna partecipando a numerosissime e audaci azioni, tra cui la liberazione dei detenuti politici dal carcere di S. Giovanni in Monte del 9 agosto 1944, l'assalto della sede del comando tedesco all'Hotel Baglioni, l'assalto della polveriera di Villa Contri.

Sul registro-matricola del carcere di San Giovanni in Monte risulta in ingresso il 7 dicembre 1944, dopo un arresto avvenuto a Samoggia, con matricola 12553, proveniente da «camera di sicurezza» a disposizione del «comando tedesco SS», nelle celle del quale era stato detenuto per essere sottoposto ad interrogatori.

È rilasciato il 14 dicembre 1944 e consegnato a «ufficiale tedesco SS» con altri 36 detenuti. Condotti in collina a Sabbiuno di Paderno, località in quel momento disabitata, saranno uccisi da militi SS e i loro corpi fatti rotolare in fondo al calanco. Una seconda esecuzione di altri 21 prigionieri avverrà con modalità analoghe il successivo 23 dicembre.

Il luogo dell'eccidio sarà scoperto solo nell'agosto 1945 e tra le salme faticosamente recuperate e portate in Certosa potrà essere riconosciuta anche la sua.

L'apposita Commissione regionale lo ha riconosciuto partigiano, con ciclo operativo dal 9 settembre 1943 al 14 dicembre 1944.

Gli è stata conferita la medaglia d'oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: «Partigiano d'eccezionale valore partecipava a tutte le più audaci imprese compiute dalla VII brigata GAP coprendosi di leggendaria gloria. La liberazione dei duecentocinquata detenuti politici dalle Carceri di S. Giovanni in Monte, l'attacco alla sede del comando nazifascista, l'assalto alla polveriera di Villa Contri e mille altre imprese da lui compiute testimoniano il suo epico coraggio. Arrestato dalle SS tedesche teneva fronte ai più assillanti e stringenti interrogatori con lietezza tale da sbalordire gli stessi inquisitori; ad un Maresciallo che lo interrogava su come avesse fatto a uccidere i tanti nemici rispondeva "così" e impossessatosi con slancio fulmineo di una pistola appesa alla parete la puntava sul petto del sottufficiale sbigottito da tanto ardimento. Dopo aver compiuto il superbo gesto, con generosità senza pari, indice della sua grandezza d'animo, non faceva partire il colpo che avrebbe freddato il bieco soldato tedesco e con gesto che ha del sublime gettava con disprezzo l'arma lontana. Il nemico ammirato da tanta fierezza gli consentiva la morte degli eroi e lo fucilava al petto. Bologna, 31 dicembre 1944».

Al suo nome sono state intitolate una strada di Bologna e una scuola elementare.

È ricordato nel Sacrario in piazza Nettuno a Bologna e nel monumento di Sabbiuno.


FONTI PRINCIPALI:

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

ALTRE FONTI:

- Alberto Preti, Sabbiuno di Paderno, Dicembre 1944, Bologna, University Press Bologna, 1994

 

Rif: FUCILATO A SABBIUNO DI PADERNO-4083



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