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FUCILATO IN PIAZZA

DIOLAITI ATTILIO

Nato il 17 settembre 1898 a Baricella (BO)
Residente a Bologna (BO)
Arrestato il 31 marzo 1944 a Bologna (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna
Fucilato l'1 aprile 1944 alla Certosa di Bologna
nessun numero assegnato

Diolaiti Attilio, da Ferdinando ed Emilia Pezzoli, nato il 17 settembre 1898 a Baricella (BO); lì residente, domiciliato a Bologna. Venditore ambulante.

Schedato nel Casellario Politico Centrale tra il 1916 e il 1944 come anarchico.

Il Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia riporta le seguenti note.

Per la sua attività politico-sindacale nell’Usi, venne schedato nel 1916. Segretario della federazione anarchica italiana, durante il regime fascista subì fermi nel 1930, 1935 (perché aveva incontrato e salutato per la strada l’ex sindaco socialista Francesco Zanardi), nel 1936, nel 1937 e 1941. Arrestato, il 23 agosto 1927, fu condannato a 5 anni di confino che scontò a Lipari (ME). Venne prosciolto e liberato il 24 gennaio 1930. Nel 1933 fu incluso nell’elenco dei probabili attentatori. Nel 1936 fu attivo nella propaganda in favore della Spagna repubblicana e raccolse soldi per le brigate Garibaldi. Allo scoppio della seconda guerra mondiale continuò la sua attività di propaganda e di raccolta di armi benché sorvegliato dall'OVRA. Durante il periodo badogliano fu fermato il 19 agosto 1943, per avere promosso manifestazioni antifasciste, e liberato il 27 agosto. Collaborò all'organizzazione ed alla formazione della 7a brigata GAP. Sfollato a Monterenzio costituì, con Guerrino De Giovanni, un gruppo partigiano che successivamente entrò a far parte della 36 a brigata Garibaldi Bianconcini.

E' arrestato a Bologna con il gruppo di Edera De Giovanni, Egon Brass, Enrico Foscardi, Ferdinando Grilli ed Ettore Zaniboni, quando questi furono traditi da un infiltrato che li fece circondare dalla polizia appena questi si presentarono in piazza Ravegnana, sotto le due torri, dove avrebbero dovuto incontrarsi proprio davanti al banco di penne stilografiche gestito da lui, per entrare in contatto con la Resistenza bolognese.

Risulta incarcerato a San Giovanni in Monte dal 31 marzo 1944, con matricola 10197, per ordine dei carabinieri, a disposizione del Questore. Gli interrogatori erano stati affidati alla Compagnia Autonoma Speciale (la CAS).

Nella notte tra il 31 marzo e l'1 aprile 1944 per ordine del Questore è prelevato dal carcere insieme a Edera De Giovanni, Egon Brass, Enrico Foscardi, Ferdinando Grilli ed Ettore Zaniboni. Al gruppo venne detto che dovevano essere trasferiti al carcere di Castelfranco Emilia, ma il tragitto sarà assai più breve e arrivati al cimitero della Certosa di Bologna, saranno fatti scendere e dopo essere stati addossati ad uno dei muri di recinzione fucilati da un plotone della CAS comandato dal milite Renato Roncarelli.

Notizia dell'esecuzione fu data il 2 aprile dal quotidiano "Il Resto del Carlino" in un articolo dal titolo “Ferma ed energica azione contro le bande terroristiche”.

Riconosciuto partigiano con il grado di capitano dalla apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dall'1 novembre 1943 all'1 aprile 1944.


FONTI PRINCIPALI:

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

 

Rif: FUCILATO IN PIAZZA-4334



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