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EBREA DEPORTATA DA BOLOGNA

DI SEGNI ADELAIDE

Nata il 21 ottobre 1896 a Roma (RM)
Residente a Bologna (BO)
Arrestata il 13 maggio 1944 a Savigno (BO)
Luoghi di detenzione: Bologna, campo di Fossoli
Deportata ad Auschwitz il 26 giugno 1944
Non è sopravvissuta alla Shoah
nessun numero assegnato

Di Segni Adelaide, da Angelo e Giuditta Sereni, nata il 21 ottobre 1896 a Roma. Coniugata con Calò Samuele; madre di sei figli: Albertina, Aureliano, David, Jak Emanuel, Raimondo, Sergio. Membro della Comunità ebraica di Bologna. L'ultima residenza nota al momento dell'arresto risultava a Bologna in via Nosadella n. 43, ma in precedenza erano state registrate in Questura quelle di via Belvedere n. 11, poi via Galliera n. 66, quindi al numero 57 della stessa strada, infine dal 1942 in Strada Maggiore n. 13.

Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1940, il figlio maggiore Davide, a quel momento ventitreenne, aveva assunto il ruolo di capo famiglia, pur con la sua modesta attività di venditore ambulante di stoffe.

E' catturata a Savigno (BO) il 13 maggio 1944 insieme ai suoi sei figli, nati tra il 1917 e il 1935. Sull'episodio esiste il rapporto compilato dal distaccamento della GNR di Savigno, datato 14 maggio 1944.

Oggetto: Israeliti.

Al Segretario federale del PFR, Bologna; Al Questore, Bologna; e p.c. Al Comando del presidio CC, Bologna esterno.

Alle ore 21 di ieri, si sono presentati spontaneamente in questa caserma i sottonotati individui di razza israelita, provenienti dal Comune di Zocca, ove erano sfollati, dichiarando che desideravano regolare la loro posizione razziale perché vivevano in uno stato miserando ed impossibile per la loro esistenza. Il segretario del Fascio locale, al quale sono stati presentati, ha convenuto di farli accompagnare alla federazione Fascista di Bologna, per quelle disposizioni che si riterrà di dare in merito e per i provvedimenti più opportuni da prendere nei loro confronti.

Condotti a Bologna i Calò però non risultano essere passati dalle celle del carcere di San Giovanni in Monte. Sono quindi custoditi altrove in attesa di essere trasferiti al campo di concentramento di Fossoli, come avverrà il 26 maggio 1944 con la sorveglianza di agenti di PS, e come risulta dalla lettera di accompagnamento inviata dal Questore alla direzione del campo, e in copia al Comando della polizia di sicurezza tedesca a Bologna.

Saranno tutti aggregati con il convoglio messo in partenza il 26 giugno 1944, che dopo una sosta a Verona per caricare altri detenuti, raggiungerà la destinazione del campo di sterminio di Auschwitz il giorno 30.

E' dubbia l'eventuale sua immatricolazione all'arrivo.

Deceduta durante la deportazione in luogo ignoto in data ignota.

Il suo nome è ricordato a Bologna nella Lapide della Comunità Israelitica in via Mario Finzi tra quelli dei membri deportati senza ritorno.

Il 10 gennaio 2020 una "pietra d'inciampo" per ognuno dei sette membri della famiglia Calò è stata posta davanti all'ingresso della residenza di Strada Maggiore n.13.


FONTI PRINCIPALI:

- Picciotto, Il libro della memoria

- Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Ufficio A.B.E.


Rif: EBREO DEPORTATO DA BOLOGNA-1156



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