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DEPORTATO POLITICO

CELLI don GIUSEPPE

Nato il 3 settembre 1879 a Cagli (PS)
Residente a Cagli (PS)
Arrestato il 21 gennaio 1944 a Cagli (PS)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna, carcere di Castelfranco Emilia, campo di Fossoli, campo di Bolzano
Deportato a Mauthausen il 5 agosto 1944
Non è sopravvissuto alla deportazione
nessun numero assegnato

Celli don Giuseppe, nato a Cagli (PS) il 3 settembre 1879, lì residente. Sacerdote.

Era parroco a Secchiano di Cagli. Fu arrestato perché accusato di aver nascosto nella sua canonica soldati alleati sbandati nella zona, come in realtà aveva fatto. In realtà si era anche adoperato per creare una rete di assistenza per aiutare una famiglia ebrea in fuga dalla persecuzione in germania, nascosta in casa della famiglia Virgili, che dopo la guerra saranno riconosciuti «Giusti tra le Nazioni».

Fu prima detenuto a Pesaro, poi dal 21 gennaio 1944 a Bologna, a San Giovanni in Monte, con matricola 9199 a disposizione del «comando SS», ovvero l'Aussenkommando Bologna della Sipo-SD. Vani furono i tentativi per liberarlo da parte dell’allora Vescovo di Cagli, Mons. Raffaele Campelli che si recò nel capoluogo emiliano presso il locale comando della Gestapo per intercedere sul suo rilascio, ma invano.

Il 29 gennaio 1944 a seguito di un bombardamento su Bologna che danneggia anche un'ala del carcere l'intera sezione tedesca dei detenuti politici è trasferita nel carcere di Castelfranco Emilia. Tra essi anche don Celli, che vi rimane fino al 6 maggio 1944, data nella quale è registrato in uscita con destinazione il campo di Fossoli, dove riceve la matricola 1022.

È trasferito quindi al nuovo campo di transito di Bolzano-Gries, che da agosto sostituisce Fossoli, ricevendo la nuova matricola 6488 e da dove è deportato il 5 agosto a Mauthausen, giungendovi il giorno 7.

Qui riceve la matricola 82326, ed è classificato come Geistlicher (prete).

È dopo qualche tempo inviato al Sanitaetslager, il settore che fungeva da ricovero dei prigionieri malati.

Risulta deceduto il 15 dicembre 1944 nel Erholungsheim (convalescenziario) di Hartheim, nei pressi di Linz, nel castello dove i detenuti di Mauthausen ritenuti inabili al lavoro venivano eliminati mediante camera a gas o iniezione nell'ambito del programma segreto denominato «14f13». Lo stesso luogo in precedenza era stato una delle sedi del programma «T4» per la eliminazione segreta di civili tedeschi disabili, malati mentali o terminali.


FONTI PRINCIPALI:

- Mantelli-Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol. I

- D'amico, Sulla strada per il Reich

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

- Rubriche del carcere di Castelfranco Emilia

 

Rif: DEPORTATO POLITICO-2059



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