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FUCILATO A VERONA

CELLI ALDO

Nato l'8 febbraio 1888 a Faenza (RA)
Residente a Faenza (RA)
Arrestato il 20 gennaio 1944 a Tredozio (FO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna, carcere di Castelfranco Emilia, Verona
Fucilato il 5 aprile 1944 a Verona
nessun numero assegnato

Celli Aldo, di Agostino, nato l'8 febbraio 1888 a Faenza (RA), lì residente. Calzolaio, ferroviere. Vedovo.

Schedato nel Casellario Politico Centrale tra il 1924 e il 1943 come comunista.

Considerato pericoloso per il regime, dal 1932 al 1943 fu tenuto al confino di polizia. Recuperò la libertà solo nel periodo "badogliano".

Dopo l'8 settembre fu tra gli animatori della formazione armata del faentino che si costituì nell'alta Val Samoggia. Quando la formazione si divise rimase con Silvio Corbari e partecipò all'attività del gruppo nella zona di Modigliana, Marradi, Rocca San Casciano. Dal 4 gennaio partecipò all'occupazione di Tredozio, conclusasi tragicamente il 20 gennaio 1944 con la cattura sua e di altri 19 partigiani (ma non Corbari) a Ca' Morelli, detenuti prima presso il comando tedesco di castrocaro, poi trasferiti a Bologna.

Con il resto del gruppo è incarcerato a San Giovanni in Monte, dove entra il 21 gennaio 1944, con matricola 9227, a disposizione del «comando tedesco SS», ovvero della Sipo-SD.

Esce il 24 gennaio successivo, quando sul registro compare l'annotazione: «Non rientrato dall’interrogatorio. Ferita da taglio alla testa prodottasi nel cadere colpito da malore». Rimarrà alcuni giorni detenuto altrove, in ospedale o nelle celle dell'Aussenkommando di via Santa Chiara 6/3, per essere interrogato dalla Gestapo.

Il 10 febbraio è portato di nuovo a San Giovanni in Monte, dove prende la matricola 9402, per restarvi fino all'8 marzo 1944, data in cui è inviato al carcere di Castelfranco Emilia (con matricola 2355), dove raggiunge i compagni che vi erano stati trasferiti da Bologna già il 29 gennaio a seguito del bombardamento di un'ala del carcere, e con parte dei quali è poi trasferito il 16 marzo 1944 a Verona per essere giudicato dal tribunale militare tedesco, che lo condannerà a morte insieme ad altri 19. La sentenza sarà eseguita al forte di San Leonardo il 5 aprile 1944, poco dopo le ore 15.

Della esecuzione sarà data comunicazione solo il 12 maggio 1944 attraverso il quotidiano “L’Avvenire d’Italia”,  dove un annuncio della Sipo-SD informerà della avvenuta fucilazione di partigiani con i seguenti nomi (alcuni riportati in modo impreciso): «Nello Bandini, Giuseppe Caligatti, Aldo Celli, Stanislao Chercl, Enzo Corti, Felice Potunech, Dino Ravaglioli, Aldo Ragazzini».

Riconosciuto partigiano dall'apposita Commissione regionale, con ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 5 aprile 1944.


FONTI PRINCIPALI:

- Elenco nominativo dei partigiani dell’Emilia-Romagna

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

- Rubriche del carcere di Castelfranco Emilia

ALTRE FONTI:

- Sua scheda biografica nel sito dell'Istituto Provinciale per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena - Elenco dei caduti delle formazioni partigiane 8° Brigata Garibaldi - 29° Brigata G.A.P. "Gastone Sozzi" - Brigata S.A.P. - Battaglione Corbari (http://www.istorecofc.it)

 

Rif: FUCILATO A VERONA-4016



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