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EBREA DEPORTATA DA BOLOGNA

BONACAR GIUDITTA

Nata il 25 dicembre 1921 a Rosario di Santa Fè (Argentina)
Residente a Bologna (BO)
Arrestata il 4 marzo 1944 a Bologna (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna, campo di Fossoli
Deportata a Bergen Belsen il 16 maggio 1944
È sopravvissuta alla Shoah
nessun numero assegnato

Bonacar Giuditta, da Mosè e Susanna Hakim, da Giacomo Giacobbe Bonacar e Caden Hakim, nata a Rosario di Santa Fè (Argentina) il 25 dicembre 1921. Cittadina argentina. Sorella di Luna Malkà e Sara Bonacar. Ultima residenza nota: Bologna, via Toscana 134/7.

Il 2 dicembre 1944 l'ufficio del comando della Polizia di Sicurezza e SD di Bologna scriveva al Prefetto della città che "nell'azione generale contro gli ebrei si inquadra il procedimento particolare contro i membri della famiglia ebrea Bonacar, i quali sono stati arrestati e tradotti in Germania". Si informava quindi che la polizia tedesca non aveva riserve sula consegna dell'appartamento ora vuoto della famiglia Bonacar ad un maresciallo di PS, rimasto sinistrato da un bombardamento, a patto che i mobili e le suppellettili fossero inventariati, come in effetti poi avvenne, depositando poi i mobili in una cantina dello stabile, la cui porta fu apposto un sigillo (invano, poiché dopo la guerra la cantina fu trovata forzata e parte del materiale mancante).

Ma in realtà a quel momento l'invio "in Germania" aveva riguardato solo tre membri della famiglia Bonacar, la moglie, Hakim Caden, e le figlie Sara e  Luna Malkà, arrestate già tra il 7 e l'8 novembre 1943 e deportate il giorno 9 insieme agli ebrei bolognesi arrestati durante la retata dei giorni precedenti e deportati ad Auschwitz con il convoglio proveniente da Firenze

Il capo famiglia, e l'altra figlia  ebbero una sorte diversa.

Giuditta è infatti registrata come arrestata e incarcerata a San Giovanni in Monte in data 4 marzo 1944, con matricola 1908, scortata da agenti di PS, per ordine e a disposizione del «comando SS».

Vi resterà fino all'8 aprile 1944, quando sarà affidata a Carabinieri, per "essere condotta al campo di concentramento di Carpi", visto "ordine Questore di Bologna del 13 marzo 1944".

E' deportato il 16 maggio 1944 a Bergen Belsen, dove giunge il 20, e dove sarà liberato.

Insieme a lei era stato incarcerate e sarà internato e deportato, il padre Giacomo Giacobbe.


FONTI PRINCIPALI:

- Picciotto, Il libro della memoria

- Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Ufficio A.B.E.

- Registri matricola del carcere di San Giovanni in Monte

 


Rif: EBREO DEPORTATO DA BOLOGNA-1135



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