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EBREO DEPORTATO DA BOLOGNA

BONACAR GIACOMO GIACOBBE

Nato il 15 agosto 1889 a Smirne (Turchia)
Residente a Bologna (BO)
Arrestato il 4 marzo 1944 a Bologna (BO)
Luoghi di detenzione: carcere di Bologna, campo di Fossoli
Deportato a Bergen Belsen il 16 maggio 1944
È sopravvissuto alla Shoah
nessun numero assegnato

Bonacar Giacomo Giacobbe, da Mosè e Susanna Hakim, nato a Smirne (Turchia) il 15 agosto 1889. Cittadino argentino. Coniugato con Hakim Caden. Padre di Giuditta, Luna, Sara. Commerciante. Residente a Bologna in via Toscana 134/7.

Il 2 dicembre 1944 l'ufficio del comando della Polizia di Sicurezza e SD di Bologna scriveva al Prefetto della città che "nell'azione generale contro gli ebrei si inquadra il procedimento particolare contro i membri della famiglia ebrea Bonacar, i quali sono stati arrestati e tradotti in Germania". Si informava quindi che la polizia tedesca non aveva riserve sula consegna dell'appartamento ora vuoto della famiglia Bonacar ad un maresciallo di PS, rimasto sinistrato da un bombardamento, a patto che i mobili e le suppellettili fossero inventariati, come in effetti poi avvenne, depositando poi i mobili in una cantina dello stabile, alla cui porta fu apposto un sigillo (invano, poiché dopo la guerra la cantina fu trovata forzata e parte del materiale mancante).

Ma in realtà a quel momento l'invio "in Germania" aveva riguardato solo tre membri della famiglia Bonacar, la moglie, Hakim Caden, e le figlie Sara e  Luna Malkà, arrestate già tra il 7 e l'8 novembre 1943 e deportate il giorno 9 insieme agli ebrei bolognesi arrestati durante la retata dei giorni precedenti e deportati ad Auschwitz con il convoglio proveniente da Firenze

Il capo famiglia, e l'altra figlia  ebbero una sorte diversa.

Giacomo Bonacar è infatti registrato come arrestato e incarcerato a San Giovanni in Monte in data 4 marzo 1944, con matricola 9711, scortato da agenti di PS, per ordine e a disposizione del «comando SS».

Vi resterà fino all'8 aprile 1944, quando sarà affidato a Carabinieri, per «essere condotto al campo di concentramento di Carpi». Sui registri è riportata la seguente annotazione: «visto ordine Questore di Bologna del 13 marzo 1944».

E' deportato il 16 maggio 1944 a Bergen Belsen, dove giunge il 20, e dove sarà liberato.

Insieme a lui era stata incarcerata e sarà internata e deportata, la figlia Giuditta.


FONTI PRINCIPALI:

- Picciotto, Il libro della memoria

- Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Ufficio A.B.E.

- Dizionario biografico degli Antifascisti di Bologna e provincia


Rif: EBREO DEPORTATO DA BOLOGNA-1134



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